Esteri

La Corea del Nord annuncia: "Siamo in guerra"

Nuovo comunicato del governo di Pyongyang: "Da questo momento le relazioni Nord-Sud sono entrate in stato di guerra". Usa preoccupati, la Russia invita alla moderazione

La Corea del Nord continua a minacciare il mondo. Dopo le minacce di ieri nei confronti di Seul e degli Stati Uniti stamattina il governo di Pyongyang ha annunciato di essere ufficialmente entrato "in stato di guerra".  "Da questo momento - si legge in comunicato diffuso dall'agenzia di stampa ufficiale Kcna - le relazioni Nord-Sud sono entrate in stato di guerra e le questioni che si creeranno tra il Nord e il Sud saranno trattate di conseguenza". A dire il vero le due Coree sono tecnicamente in stato di guerra da 60 anni, perché il conflitto del 1950-53 si concluse solo con un cessate-il-fuoco, dopo il quale furono firmati un armistizio e accordi di non aggressione. Nonostante le ripetute ultime minacce, secondo gli osservatori è comunque improbabile che Pyongyang rischi una sconfitta praticamente certa scatenando una guerra su vasta scala. L'ipotesi più accreditata è che le minacce nordcoreane siano piuttosto finalizzate ad avvicinare Washington a colloqui che possano portare ad aiuti verso la popolazione, e a promuovere l'immagine del leader Kim Jong Un. Intanto, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Kim Jong Un, decine di migliaia di nordcoreani si sono radunati nella piazza principale Kim Il Sung a Pyongyang, per una manifestazione a sostegno del governo durata circa 90 minuti. Soldati e studenti in piazza hanno scandito slogan come «Morte agli imperialisti Usa» e «Spazziamo via gli aggressori Usa». Al tempo stesso, i media hanno diffuso un'immagine del leader nordcoreano con i vertici militari del suo Paese, davanti a una mappa che mostra le rotte di attacco contro città su entrambe le coste statunitensi. Nel frattempo, parlando alla Bbc, Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, ha fatto sapere che gli Stati Uniti considerano "non costruttivo" il nuovo comunicato della Corea del Nord: "Prendiamo seriamente in considerazione queste minacce e rimaniamo in stretto contatto con i nostri alleati sudcoreani". Appelli alla moderazione arrivano invece dalla Russia con l'inviato speciale del ministero degli Esteri, Grigori Logvinov, che spiega: "Non siamo indifferenti alle tensioni sul nostro confine orientale. Stati Uniti e Corea del Sud hanno sicuramente reagito in maniera equilibrata e per questo la situazione non è irreversibile. Speriamo che tutte le parti esercitino la massima moderazione e responsabilità".

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