Almeno cinque civili hanno perso la vita nel corso di un'operazione anti-guerriglia condotta congiuntamente da unità speciali afghane appoggiate da quelle dell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza guidata dalla Nato, nel villaggio di Sejewand della provincia di Logar, Afghanistan orientale: lo ha reso noto il capo della polizia provinciale, Rais Khan Seddiq, secondo cui due delle vittime sono morte sul colpo, mentre le altre tre sono rimaste ferite, ma sono spirate poco dopo. Tra loro, quattro erano bambini di pochi anni. La circostanza è stata categoricamente smentita dal ministero della Difesa di Kabul, ma fonti giornalistiche presenti sul posto sono riuscite a filmare le salme come minimo di tre minorenni. Dal canto suo il locale ministero dell'Interno ha riferito che l'incursione aveva l'obiettivo di liberare due soldati afghani rapiti ieri dagli ex studenti coranici, 23 dei quali sono stati eliminati mentre ulteriori 26 sono stati catturati. Nel frattempo uno dei portavoce degli insorti, Zabihullah Mujahid, ha denunciato l'uccisione di non meno di quaranta civili, cifra che ha peraltro poi ridotto a 28. La vicenda rischia di suscitare di nuovo le ire del presidente afghano Hamid Karzai, proprio adesso che la visita a sorpresa di due giorni del segretario di Stato americano John Kerry, ripartito ieri, ha fatto registrare un riavvicinamento tra le autorita' dei due Paesi dopo mesi di tensioni crescenti. In febbraio, appunto in seguito a episodi analoghi, Karzai aveva ordinato il ritiro delle forze speciali Usa dalla provincia centrale di Wardak, imponendo inoltre l'abbandono di alcuni distretti della stessa da parte delle truppe internazionali, cosa al momento non ancora avvenuta.
Raid contro i talebani: uccisi quattro bambini
Cinque vittime in Afghanistan nell’operazione anti guerriglia condotta dalle unità speciali. L’incursione appoggiata dalla forze internazionali
