cerca

Il governo fa retromarcia I «marò» tornano in India

Napolitano: «Senso di responsabilità». Alfano: «Ridicolo»

ROMA Svolta clamorosa nella vicenda dei marò che avevano deciso di non tornare in India al termine del permesso (che scade proprio oggi, 22 marzo) ottenuto per partecipare alle elezioni del 24 e 25 febbraio. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori nel Kerala durante un’operazione anti-pirateria, si metteranno di nuovo a disposizione delle autorità indiane. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute (esclusa la pena di morte), il governo ha ritenuto opportuno, anche nell'interesse dei fucilieri di Marina (partiti ieri sera accompagnati dal sottosegretario agli Esteri De Mistura) mantenere l'impegno assunto. La decisione è stata adottata dopo che il presidente del Consiglio Mario Monti, assieme al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e al sottosegretario Steffan de Mistura, ha incontrato Latorre e Girone per valutare congiuntamente la posizione italiana e i risultati delle discussioni avvenute tra le autorità italiane e quelle indiane. La Corte Suprema indiana, come si ricorda, ha impedito al nostro ambasciatore Daniele Mancini di lasciare l’India dopo avergli negato le immunità diplomatiche. Il governo italiano ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l'assicurazione scritta sul trattamento che sarà riservato ai fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Non sono mancate reazioni e polemiche. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto una conversazione telefonica con Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone, l’apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l’augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni. Il sindaco di Roma Alemanno: «Il governo sta giocando sulla pelle dei nostri militari e sta facendo fare una brutta figura all'Italia». Staffan De Mistura: «La parola data per un italiano è sacra. La decisione di sospendere il ritorno era basata sul silenzio indiano a una nostra richiesta chiara: questa Corte non può nemmeno contemplare una pena capitale. Abbiamo ricevuto una dichiarazione scritta sia sul trattamento dei marò sia su questa questione». Alfano, Cicchitto, Brunetta (Pdl) e Crosetto (Fdi): «Tragico ritorno all’Italietta. La materia è delicata ma francamente questo governo non finisce mai di stupire, anzi, per molti aspetti, va addirittura al di là della sorpresa. Ridicolo. Ovviamente la nostra solidarietà nei confronti dei due marò è totale». Bitonci (Lega Nord): «Il governo s’è piegato all’indegno ricatto dell’India». Il generale Jean: «Figura di Pulcinella». Angela Del Vecchio, docente di diritto internazionale: «Non può esserci una ragione giuridica alla base della decisione».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro