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Stoccaggi e rigassificatori, allarme gas delle imprese

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Gaetano Mineo
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Per il 2023 si profila una crisi energetica più "pesante" di quest’anno. L’allarme arriva da pezzi da novanta del settore che, in buona sostanza, avvertono il governo di riservare maggior attenzione alle imprese, ricordando allo stesso tempo di lanciare una campagna affinché le famiglie siano più parsimoniose nel consumo di energia elettrica e gas. Sul fronte del costo dell’energia, «è giusto sovvenzionare le famiglie, ma bisogna lasciare a carico dei consumatori un onere sufficiente a spingerli a risparmiare energia – puntella Paolo Scaroni, ex ad Eni e attualmente vicepresidente della banca d’investimento Rothschild & Co -. Se sussidiamo al 100 per cento, non riusciamo a fare scendere i consumi di gas». Un fatto è certo, l’arrivo dei mesi invernali rappresenterà un serio banco di prova per la nostra resilienza energetica. Sì, è vero, al momento, i prezzi dell’energia, in particolare del gas, stanno diminuendo, ma non è un segnale positivo, come sottolineano gli esperti, perché significa che si sta riducendo considerevolmente la domanda da parte delle imprese. Non a caso l’attuale scenario – italiano ed europeo – evidenzia molti impianti industriali che stanno ridimensionando le proprie linee di produzione, con un concreto rischio di chiusura definitiva o di trasloco verso mercati più redditizi (dove l’energia costa meno). Lo stesso Scaroni rimarca che «alcune industrie europee dovranno delocalizzare». «I prezzi del gas in Ue rimarranno del resto multipli di quelli americani, e per molti anni – dice l’ex ad Eni -. Il 2023 sarà un anno difficile, ma anche se riuscissimo a risolvere i problemi ci troveremmo prezzi tra il doppio e il triplo di quelli negli Usa, da cui importiamo gnl». Come dire, «tutti quelli che hanno come materia prima per la loro industria il gas, delocalizzeranno».

 

 

 

 

«Nel 2023 verranno a mancare 35 miliardi di metri cubi di gas in più in Europa rispetto a quest’anno – avverte intanto il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè –. E questo per una situazione drammatica, in cui non riusciremo a ricostituire gli stoccaggi come fatto quest’anno». Anche Bernabè ribadisce che «c’è la necessità, per superare 2023 e 2024, che le famiglie riducano i consumi: in parte si è fatto con l’accorciamento della stagione termica, ma non è sufficiente». Brutta aria tira anche sul trasporto ferroviario delle merci a causa del costo dell’aumento dell’energia elettrica e questo «rischia di bloccare il settore», sottolinea il presidente di FerMerci, Clemente Carta. In altri termini, «gli aiuti previsti nel decreto approvato la scorsa estate non sono sufficienti a compensare gli aumenti». Per il numero uno di Eni, invece, è urgente realizzare i rigassificatori per poter importare gas naturale liquido. «Il rigassificatore è una tecnologia consolidata, matura, usata in tutto il mondo – tranquillizza l’ad Eni Claudio Descalzi - Diventa elemento essenziale, perché ci fa sostituire il gas che viene da pipeline ma anche la rete deve essere adeguata».
 

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