Economia

Banche condotte al fallimento da vertici insipienti

di Riccardo Riccardi «Il costo della incompetenza è, spesse volte, molto maggiore del profitto dello intermediario», affermava Luigi Einaudi che, tra le altre, domò una inflazione sud-americana del...

«Il costo della incompetenza è, spesse volte, molto maggiore del profitto dello intermediario», affermava Luigi Einaudi che, tra le altre, domò una inflazione sud-americana del nostro dopoguerra, ridando dignità alla lira. Giuliano Amato definì il sistema bancario italiano pubblico foresta pietrificata. La designazione degli organi amministrativi spettava ai partiti. DC e socialisti la facevano da padroni. I comunisti gestivano la terza banca del paese, il Monte dei Paschi di Siena, feudo controllato da potentati senesi rossi. Amato privatizzò giuridicamente il sistema trasformando gli istituti pubblici in SPA. Si arrivò, con la legge Ciampi-Amato, alla costituzione delle Fondazioni Bancarie nate dallo scorporo delle banche delle quali divennero proprietarie a tempo con l'obbligo di cedere gradatamente la partecipazione. La raccolta, prima della grande inflazione degli anni '80, costava poco; le banche investivano in Bot e Cct a remunerazioni elevante, esentasse. Il personale d'ordine era, di norma, scadente. Aveva un grande attaccamento alla maglia, onesto e ben pagato. È cambiato il mondo. Sono sbarcati gli stranieri divenuti importanti azionisti di grandi istituti. La vigilanza è passata in Europa, introducendo rigide regole sui parametri patrimoniali. La crisi ha colpito banche europee e statunitensi. Lo Stato è entrato massicciamente uscendo poi con lauti utili inspecie in UK e USA. In Italia il sistema è stato virtuoso. Poi il fallimento di quattro banche minori (l'1% del sistema) e l'affaire dei subordinati. Piccoli risparmiatori hanno perso quel poco accumulato. Indotti a partecipare al patrimonio della banca locale per stare «nel ventre della vacca». Suggerire l'acquisto di obbligazioni subordinate cosi come le azioni, poteva sembrare una attività di buon senso. Una volta. Ora, e i casi sono rari, abbiamo avuto vertici di banche insipienti e un po' lestofanti che, con la loro incompetenza (Einaudi non pensava al malaffare), hanno portato solo costi che hanno condotto al fallimento banche e alla disperazione chi ha perso quel poco che aveva. Oltre a dare il fianco ad una ignobile speculazione che non porterà profitto, ma danno.

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