Economia

Kazakhstan esempio per l’Europa di integrazione multietnica

Per le politiche interreligiose c’è l’Assemblea del Popolo

Organizzata dall'Istituto per l'Asia ed il Mediterraneo (ISIAMED) si è tenuta a Roma la Tavola Rotonda sul tema «L'interreligiosità - un forte impulso per lo sviluppo della democrazia in Kazakhstan», in collaborazione con l'Ambasciata del Kazakhstan in Italia. Tema, quello del dialogo interreligioso, quanto mai attuale dopo gli attentati di Parigi e l'apertura ufficiale del Giubileo della Misericordia. Sede dell'incontro la Sala Capitolare dell'Ordinariato Militare a fare gli onori di casa il Segretario Generale di Isiamed Antonio Loche e l'ex Ministro degli Esteri Ugo Intini, che aprendo l'incontro ha sottolineato i tanti motivi di legame del nostro paese con la repubblica eurasiatica, che ci porta un esempio di integrazione multi etnica e interreligiosa della quale l'Europa deve riuscire a fare tesoro, se vuole affrontare senza allarmismi l'emergenza del terrorismo internazionale di matrice islamica che così duramente ha saputo colpire il cuore dell'Europa È noto infatti - ha sottolineato Isiamed nel presentare la scelta di indire questa tavola rotonda - come il Kazakhstan sia un paese particolarmente aperto alla testimonianza religiosa di numerose comunità: cristiane, islamiche, ebraiche, buddiste, shintoiste e tante altre storicamente e religiosamente molto attive in questo Paese. Temi questi ricalcati anche nell'intervento del consigliere dell'ambasciata della Repubblica del Kazakhstan Assylbek Taussarov, che parlando a nome dell'ambasciatore di nuova nomina Serghey Nurtayev ha detto: «È un onore per me essere qui e poter rappresentare il Kazakhstan in una Partnership così importante. Tutti noi siamo logicamente sconvolti per gli accadimenti di Parigi, i terribili attentatati di mano jihadista che ci fanno pensare che nel mondo ci sia qualcosa di sbagliato. Ma noi non vogliamo, e non dobbiamo fermarci, guardando al futuro più coesi e determinati con la forza di una grande speranza e la consapevolezza che la minaccia va affrontata con molto equilibrio perché potrebbe essere in gioco la pace del mondo». Nel merito lo stesso ambasciatore plenipotenziario Nurtayev ebbe a dire in una recente intervista che il Kazakhstan è l'esempio di uno Stato che ha affrontato con successo la costruzione di una società stabile e pacifica. Molti Paesi sono interessati all'esperienza del nostro Paese. I più attivi, in particolare, sono i rappresentanti degli stati europei nei quali si è aggravata la questione delle relazioni tra le minoranze nazionali e le nazioni titolari. Questo diventa particolarmente importante nel contesto di ciò che sta accadendo in Medio Oriente. La questione delle relazioni interetniche deve essere trattata oggi con particolare attenzione. Il principio di tolleranza in Kazakhstan non è solo la norma della cultura politica, ma anche uno dei principi fondamentali della costruzione dello Stato. La religione non interferisce nei processi politici e di governo. Lo Stato a sua volta non interferisce nella vita delle comunità religiose, creando un ambiente liberale per la piena realizzazione dei loro progetti sociali, educative e altri. Lo Stato incoraggia lo sviluppo del dialogo tra le religioni, promuovendo la piena realizzazione delle loro funzioni. La politica etnica dello Stato, che è stato elogiato dalla comunità internazionale e ha ricevuto un interesse genuino, si fonda su questa base. Quest'anno celebriamo il 20° anniversario di un'organizzazione unica: l'Assemblea del Popolo del Kazakhstan, che è uno degli strumenti più importanti per l'attuazione della politica di armonia interreligiosa e interetnica. Sotto la guida dell'Assemblea lavorano 22 centri culturali repubblicani e regionali, che riuniscono 470 organizzazioni regionali, urbane e distrettuali. Nell'ambito dell'Assemblea sono stati istituiti i centri nazionali-culturali di oltre quaranta gruppi etnici del Kazakhstan. La conferma delle forti intenzioni della leadership del Paese di rafforzare l'armonia interreligiosa non solo in Kazakhstan, ma anche in tutto il mondo, viene dallo svolgimento ad Astana del Congresso dei Leader delle religioni Mondiali e Tradizionali. Sono state discusse questioni di libertà religiosa, il ruolo dei leader religiosi nel rafforzamento della sicurezza internazionale e gli sforzi congiunti delle religioni mondiali per una soluzione pacifica dei conflitti. Quest'anno, il 10-11 Giugno, nella capitale del Kazakhstan, si sono riuniti per la quinta volta i leader spirituali e politici, figure religiose e pubbliche, nonché esperti da tutto il mondo. Tutti hanno partecipato al V Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali per discutere insieme le questioni più importanti del nostro tempo, per continuare il dialogo interreligioso, nell'interesse dell'armonia spirituale e dello sviluppo stabile di tutta la comunità mondiale. Vorrei sottolineare, inoltre, che al lavoro del V Congresso hanno preso parte alcune delle delegazione più attive dello Stato Vaticano e dell'Italia.

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