Una decisione storica visto che erano 9 anni, dal 2006, che la Fed non alzava i tassi di interesse. Una decisione comunque attesa visto che, con i dati positivi relativi all'economia Usa, era improbabile che la Banca centrale potesse continuare a lasciare il denato a "costo zero". Come previsto, quindi, la Federal Reserve, all'unanimità, ha deciso di passare dal range 0-0,25% a quello 0,25-0,50%. Nel documento conclusivo della riunione del Fomc, il comitato monetario della banca, si giustifica il rialzo, il primo dal 2006, con "i notevoli miglioramenti del mercato del lavoro" e la "ragionevole fiducia nel fatto che l'inflazione salirà nel medio termine verso l'obiettivo del 2%". Dopo quello odierno potrebbero arrivare altri quattro rialzi di tassi nel corso del 2016. A spingere verso questa ipotesi sono le nuove proiezioni economiche della Federal Reserve secondo cui la crescita del Pil sarà del 2,4% mentre il tasso di disoccupazione Usascenderà al 4,7% (+2,3% e 4,8% le stime precedenti). Invariato invece il dato sul 2015 (Pil +2,1%, disoccupazione al 5%) e sul 2017 (Pil +2,2%, disoccupazione stabile al 4,7%). Yellen prudente La numero uno della Fed invita comunque a non esagerare l'importanza della decisione. "Si tratta solo di 25 punti - commenta - e la politica monetaria della Federal Reserve resta accomodante. Bisognerà osservare l'impatto sulle condizioni finanziarie e sulla spesa. Il rialzo segna la fine di un periodo di 7 anni fuori dall'ordinario in cui il tasso sui fondi federali è stato tenuto vicino a zero per sostenere la ripresa dell'economia dopo la peggiore crisi finanziaria e la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione. È un rialzo che riflette la fiducia del comitato di politica monetaria sul fatto che l'economia continuerà a rafforzarsi". "Abbiamo tassi molto bassi - aggiunge - ed è stata una mossa molto piccola spero che gli americani vedano questo rialzo come un segnale di fiducia nell'economia. Nonostante un'inflazione ancora bassa abbiamo deciso il rialzo del tasso federale perché serve tempo perché gli interventi di politica monetaria possano incidere sui risultati economici futuri. Se il comitato avesse rimandato troppo a lungo l'avvio di una normalizzazione della sua politica avremmo probabilmente dovuto operare prima o poi una stretta abbastanza in fretta per evitare un surriscaldmento dell'economia che avrebbe aumentato il rischio di riportare l'economia Usa in recessione".
Dopo nove anni la Fed alza i tassi di interesse
La Banca centrale Usa passa dal range 0-0,25% a quello 0,25-0,50%. Migliarate anche le stime per Pil e disoccupazione nel 2016
