La Banca d’Italia corre ai ripari. Sicuramente con un po’ di ritardo. Un ritardo "colpevole" come ammette il direttore generale di Palazzo Koch, Salvatore Rossi. Non che lo scandalo delle 4 banche fallite e degli oltre 10 mila risparmiatori truffati potesse essere evitato. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo», assicura il dg ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora . Ma questo non significa che Bankitalia sia esime da colpe. Anzi. «La nostra organizzazione - spiega -, da relativamente poco tempo, da 3-4 anni, ha cominciato a investire nella tutela del consumatore di servizi bancari, dei clienti delle banche. È una funzione che la legge ci ha assegnato da un po’ di anni e inizialmente l’abbiamo svolta con timidezza. Con il tempo abbiamo iniziato a capire che dovevamo investire di più nella tutela del cliente e nell’educazione». Insomma si poteva fare sicuramente di più. Al punto che solo adesso Rossi avverte: «È urgente che venga vietata la vendita, per legge, al pubblico allo sportello di prodotti come le obbligazioni subordinate». Cioè di quei titoli che hanno provacato lo scandalo di queste settimane. E la domanda sorge spontanea: ma dopo quello che è successo c’è ancora qualcuno che andrà in banca e si farà convicere a comprarli? Poco conta. A preoccupare adesso non è certo il futuro, quanto il presente. «Occorre vigilare sul comportamento delle banche nei confronti dei clienti - aggiunge -, perché è un indicatore della loro solidità». Quindi un pensiero ai risparmiatori truffati: «Siamo angosciati da questa vicenda. Quando abbiamo iniziato a immaginare che questo sarebbe stato il punto di arrivo della vicenda abbiamo cercato di capire se avevamo agito correttamente. Sono personalmente convinto che abbiamo fatto tutto quello che potevamo date le leggi vigenti. E sono altrettanto convinto che anche la Consob lo ha fatto». Detto questo il direttore generale si dice disponibile a «spiegare e chiarire tutto quello che sarà necessario», anche in Parlamento. «Per una buona metà le obbligazioni secondarie sono state vendute a investitori istituzionali e l’altra metà al dettaglio. Quindi al risparmiatore che si presenta allo sportello - sottolinea -. Bisognerà distinguere caso per caso». La conclusione è una rassicurazione per gli altri risparmiatori: «Quello che sta succedendo ai clienti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti ha aspetti drammatici, ma è una situazione molto circoscritta sull’intero scenario italiano. Queste quattro banche facevano meno dell’1% dei depositi di tutto il sistema bancario italiano. Non c’è dubbio che per 10.500 persone si tratti di un grave problema perché si sono viste azzerare i risparmi nelle obbligazioni subordinate».
Bankitalia ammette: «Vigilanza timida»
Il direttore generale Rossi: «Da poco investiamo sulla tutela dei clienti» Poi chiede, in ritardo, di vietare la vendita di titoli tossici allo sportello
