Economia

Cento milioni di rimborsi. Ma il crollo è 700

Il Governo ci ripensa. Parte il fondo di solidarietà per chi ha perso i soldi. A ottenere il "ristoro" saranno persone fisiche, piccole imprese e coltivatori

Arriva il Fondo di solidarietà per il risarcimento dei danni subiti dai piccoli risparmiatori delle quattro banche poste in risoluzione. Il Fondo avrà una dotazione finanziaria massima di 100 milioni di euro a carico del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Lo prevede un emendamento del governo al ddl stabilità depositato alla Commissione Bilancio della Camera. Le prestazioni del Fondo per il ristoro dei detentori delle obbligazioni subordinate emesse da CariFerrara, Banca Marche, Popolare dell'Etruria e CariChieti saranno riservate alle persone fisiche, agli imprenditori individuali, agricoli e ai coltivatori diretti. E sarà un decreto interministeriale a definire le modalità di accesso alle prestazioni del Fondo, i criteri di quantificazione delle prestazioni e le procedure eventualmente arbitrali da esperire. La gestione del Fondo sarà demandata al Fondo interbancario di tutela dei depositi. La disposizione, si legge nella relazione tecnica dell’emendamento del governo, non determina maggiori oneri per la finanza pubblica in quanto i costi connessi all'erogazione delle prestazioni e alle procedure arbitrali sono a carico del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Non solo. Gli «arbitri» per la valutazione caso per caso dei rimborsi ai risparmiatori delle banche che hanno subito un crac saranno «scelti tra persone di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità» con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del Ministero dell’Economia e su delibera del CdM. «L’utilizzo proposto è diverso da quello ipotizzato in fase di risoluzione e risponde a finalità riparatorie eccezionali, in una prospettiva di tipo solidaristico». Così fonti del Mef hanno commentato l’emendamento alla legge di stabilità che istituisce un fondo di solidarietà per i risparmiatori che abbiano subito un abuso da parte degli intermediari finanziari e perso i loro risparmi. La proposta di emendamento al disegno di legge di stabilità, hanno aggiunto, «prevede che le risorse finanziarie siano messe a disposizione dal fondo di tutela dei depositanti». A questo riguardo, chiariscono dal Mef, «è opportuno chiarire che il progetto di salvataggio delle 4 banche sottoposto alla Commissione europea prevedeva l'utilizzo del fondo di garanzia dei depositanti con un’altra funzione, diversa dalla tutela diretta dei risparmiatori: quella della ricapitalizzazione delle banche». Questo utilizzo del fondo di garanzia dei depositanti, proseguono, «era giudicato dalla Commissione europea assimilabile a un intervento pubblico e avrebbe quindi richiesto comunque una risoluzione. I vincoli all’operatività del fondo rendono di fatto vietato un suo intervento»

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