Le maggiori entrate che potrebbero arrivare con la riforma del canone Rai per il 2016 saranno «riservate all’Erario per una quota pari al 33%» e «del 50% per ciascuno degli anni 2017-18». È quanto si legge in un emendamento del governo alla legge di stabilità. Queste quote che trattiene lo Stato saranno destinate per esentare i «soggetti di età pari o superiore a 75 anni» fino a 8mila euro di reddito; al finanziamento di un fondo «per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione» fino a un massimo 50 milioni e al fondo taglia tasse. Le risorse saranno destinate anche in un fondo del Mise in favore delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Le Regioni invece potranno utilizzare gli avanzi di amministrazione vincolati per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale per regolarizzare il pagamento dei debiti commerciali della sanità, secondo quanto prevede un emendamento del governo alla Legge di Stabilità. La misura di fatto sblocca risorse per le Regioni e deriva dal fatto che le regole del pareggio di bilancio limitano l’utilizzo degli avanzi vincolati e di conseguenza, in diverse regioni si stanno determinando dei ritardi, anche consistenti, nell’erogazione al proprio servizio sanitario di somme riscosse negli anni precedenti con ripercussioni sui tempi di pagamento dei fornitori. A seguito della richiesta delle Regioni, spiega la relazione, «il ministero dell’Economia si è riservato un approfondimento con l’Istat ai fini di verificare se una deroga alle regole del pareggio di bilancio con riferimento al finanziamento del Ssn potesse comportare effetti sull’indebitamento». «Tale approfondimento - si legge ancora nella relazione - ha escluso la possibilità di effetti sull’indebitamento». In arrivo, infine, 23,5 milioni di euro in più per il fondo per il funzionamento delle scuole statali nel 2016, ma slitta di un anno il cosiddetto school bonus, ovvero il credito d’imposta per le erogazioni liberali a favore degli istituti nazionali di istruzione. Anche questo provvedimento è previsto in un emendamento del Governo al ddl Stabilità, che posticipa di un anno l’entrata in vigore dell’agevolazione (65% delle erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e 50% nel 2018) e destina al fondo per il funzionamento delle scuole statali i relativi risparmi pari a 7,5 milioni.
L’Erario si prende la metà del tesoretto del canone Rai
Le maggiori entrate previste non andranno all’azienda tv
