Economia

"Il Pd ci ha ingannato" La furia dei risparmiatori

In piazza contro il decreto salva-banche

«Banche salvate, cittadini derubati», «Siamo stati truffati dagli amici» e anche: «Politici servi delle banche». Ci sono rabbia, disperazione, delusione nelle parole dei piccoli azionisti e obbligazionisti dei 4 istituti di credito interessati dal decreto salva-banche: Banca Marche, Etruria, Carife e CariChieti. La protesta è andata in scena ieri, a piazza Montecitorio, in attesa di una misura del governo che possa in qualche modo tutelare i risparmiatori. Tra turisti con il gelato e famiglie che facevano lo «struscio» domenicale, a Montecitorio c’era un centinaio tra i tanti che, hanno dichiarato gli organizzatori, «si sono visti azzerare i risparmi di una vita, per colpa di una manovra che, per l’ennesima volta, penalizza soprattutto i piccoli risparmiatori, lasciando impuniti i responsabili del fallimento degli istituti». Presenti per dichiarare il loro sostegno alla manifestazione il presidente di Adusbef, Elio Lannutti e il leader di Federconsumatori Rosario Trefiletti. «Mentre pochissimi risparmiatori sono scesi oggi in piazza per manifestare contro il decreto salva-banche del Governo - ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - moltissimi sono gli azionisti e obbligazionisti che hanno scelto di partecipare all’azione risarcitoria avviata dal Codacons. A tutti i risparmiatori coinvolti nel salvataggio delle 4 banche rivolgiamo oggi un importante appello: non firmare alcuna carta contenente la rinuncia ad eventuali azioni legali. Il nostro timore è che il Governo Renzi stia studiando un indennizzo-elemosina per gli investitori, al solo scopo di bloccare sul nascere le doverose azioni risarcitorie». In piazza tante bandiere del MoVimento Cinque Stelle: «Siamo qui insieme ai risparmiatori perché è accaduta una cosa che non è mai successa in Italia - ha dichiarato il grillino Alessio Villarosa - La crisi delle banche viene pagata direttamente da azionisti e obbligazionisti che in questo caso sono cittadini di 60/70 anni che non conoscono gli strumenti finanziari e che sono stati invogliati e incoraggiati ad acquistare direttamente dai banchieri. Il governo salva le banche, qualcuno guadagnerà anche da questi crediti deteriorati e gli obbligazionisti hanno perso tutto, i risparmi di una vita». Molti dei manifestanti hanno un cartello sul petto con la cifra che hanno perduto: 5mila, 10mila, 12mila euro. Una donna con la collera negli occhi si lamenta: «Ci fidavamo di quelle banche, ci fidavamo degli amici - racconta - sono loro che ci hanno truffato, persone che conoscevamo da tanto tempo e, fino all’ultimo, ci dicevano di stare tranquilli». «Ma se non ti puoi fidare della tua banca - protesta un signore sulla cinquantina con scritto sul petto 10mila - di chi ti puoi fidare?» «La nostra soluzione principale - ha spiegato il deputato grillino Daniele Pesco - è quella dell’annullamento di tutta questa misura. Sappiamo che è un decreto che va ritirato. Noi abbiamo pensato ad altri strumenti per salvare queste persone. Il fondo interbancario potrebbe tranquillamente ricevere dei finanziamenti da tutte le banche italiane e riuscire a dare delle risposte a queste persone. Oppure il ministero potrebbe anticipare i soldi ed essere risarcito attraverso la vendita delle cosiddette sofferenze che verranno cedute non sappiamo a chi e non sappiamo come», ha concluso il deputato del Movimento 5 Stelle.

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