Economia

Il costo della paura a Roma è 2 miliardi

I dati Confesercenti rielaborati da Il Tempo confermano il conto del terrore Il timore di attentati frena i viaggiatori: 7 milioni di persone restano a casa

La ferita degli attacchi di Parigi è ancora aperta e rischia di portare i suoi effetti anche sull’economia di Roma. Mentre il resto d’Italia, soprattutto i piccoli centri e le città minori si preparano per la prima volta dopo anni a usare una gran parte della tredicesima per comprare regali e champagne (così come Confcommercio ha segnalato nel suo rapporto), Roma rischia di pagare un conto non indifferente non più allo choc di Parigi ma alla sindrome del rinvio e del posticipo del soggiorno nella Capitale per il timore, finora infondato, di eventi terroristici durante il Giubileo. Il Tempo ha provato a ipotizzare una stima dei mancati incassi per il sistema turistico e alberghiero generato dalla paura. Si tratta di un mero esercizio statistico che si basa sulla rielaborazione dei dati di un sondaggio della Confesercenti-SWG. Una rilevazione che spiega che gli italiani che vorrebbero venire a Roma in occasione del Giubileo ma hanno espresso una preoccupazione importante al punto di rinunciare al viaggio sono il 17% del campione rappresentativo intervistato. Una percentuale elevata, che applicata alla popolazioni italiana compresa nella fascia di età tra 18 e 75 anni, fa una cifra pari oltre 7 milioni di persone. Un insieme di turisti e viaggiatori chiareamente non scientifico ma che dà comunque una visione della tendenza. E un’indicazione assolutamente empirica dei mancati incassi per il sistema dell’accoglienza romana. Anche considerando una spesa media complessiva (comprensiva di soggiorno per più notti, pranzi e souvenir) di appena 250 euro a testa, il danno in termini di incassi che mancheranno potrebbe variare tra 1,5 e due miliardi. Un calcolo che in parte ricalca i dati emersi nei giorni scorsi su una diminuzione delle prenotazioni negli alberghi romani nei prossimi mesi dopo la strage del 13 novembre. In quel caso le disdette sono state dettate dall’impatto emotivo dettato dalle immagini e dall’amplificazione mediatica dell’evento parigino. Ora il calcolo fatto da Tempo è basato sull’effetto di medio termine e cioè sul ragionamento che uno dei principali punti dove si concentra l’allarme terrorismo, e lo dimostra il livello di allerta che il Viminale ha messo a Roma per il giorno di apertura della Porta santa in Vaticano l’8 dicembre. Il sistema di controllo è in azione e l’allerta, discreto ma presente, è ai massimi livelli, dunque mai forse come in questo momento Roma è talmente presidiata da essre uno dei posti più sicuri del mondo, ma è chiaro che nella scelta di una destinazione il timore e l’ansia sono dei criteri di scelta fondamentali. Difficile oggi trovare motivazioni di un soggiorno nel mar Rosso oggi con le tensioni geopolitiche sotto l’ombrellone. Il rischio insomma è che Roma sebbene al centro del mondo e della scena mediatica per il Giubileo paghi un prezzo molto elevato per la sua economia che per gran parte si basa proprio sui servizi ricreativi e sul turismo. L’incertezza sui numeri resta grande. Tutto è iniziato questa estate con il Censis che ha annunciato l’arrivo di 33 milioni di turisti per l’Anno Santo, otto in più rispetto al grande evento del 2000. Cifre che non hanno trovato riscontro con quelle previste da operatori turistici e albergatori. Lo stesso presidente di Federalberghi, Giusppe Roscioli ha ricordato il calo delle prenotazioni per dicembre e gennaio - «colpa della minaccia terroristica» - con la speranza che per febbraio-marzo la situazione sia più florida. Insomma il buco è già atteso e forse scontato nelle previsioni di chi i pellegrini o i semplici turisti li ospita e li alloggia. Resta solo l’amarezza. Un’occasione che poteva portare nella Capitale una quantità molto elevata di persone e dunque dare una grossa mano al Pil cittadino rischia di trasformarsi in una grande occasione mancata. L’unica consolazione è che i romani che sono costretti comunque a stare in città siano allineati alle previsioni della Confcommercio e che destinino anche loro una gra parte della tredicesima allo shopping. Intanto ieri San Pietro è rimasta al buio per alcune ore. Speriamo non sia un presagio.

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