Cambio al vertice a Villa Manzoni, da questo mese Sergey Nurtayev è il nuovo ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Kazakhstan in Italia. Quarantuno anni, sposato e con quattro figli, il diplomatico illustra a Il Tempo le linee guida del suo mandato, raccontandoci anche dell'esperienza di convivenza multi-religiosa e multi-etnica che pone le politiche del governo Nazarbayev all'avanguardia su un tema di urgente attualità che preoccupa l'occidente e mette a rischio la pace. Ci può fare un suo breve curriculum e illustrare gli obiettivi per questo mandato diplomatico in Italia? «Tutta la mia vita è stata improntata al lavoro diplomatico. Ho lavorato presso l'ambasciata nel Regno Unito, e poi presso il consolato generale del Kazakhstan a San Pietroburgo. Prima di ricevere l’investitura per l’Italia, ho lavorato per 6 anni come ambasciatore del Kazakhstan in Grecia. Come funzionario pubblico e come ambasciatore del Kazakhstan in Italia, sarò fautore dalle disposizioni politiche della leadership del Kazakhstan, volte a rafforzare i rapporti multilaterali con l'Italia. Il mio obiettivo è sviluppare una proficua cooperazione tra il Kazakhstan e l'Italia, e che le nostre relazioni bilaterali continuino a svilupparsi in modo tale da poter mostrare in pochi anni qualcosa di diverso e migliore rispetto a ciò che già abbiamo in questa fase. Nell’agenda politica bilaterale non abbiamo questioni aperte o sospese, ed è questa la cosa più importante. A oggi non vedo alcun ostacolo per la cooperazione attiva e su vasta scala tra il Kazakhstan e l'Italia in tutte le direzioni». Quale potrebbe essere il sostegno dell'Europa unita per lo sviluppo delle relazioni del Kazakhstan verso ovest? «Il ministro degli Esteri della Repubblica del Kazakhstan Yerlan Idrissov ha descritto non molto tempo fa, in modo più che sufficiente a mio parere, la politica estera del Kazakhstan con la frase "Dimenticate il concetto di Grande Gioco (Big Game) esso è reso obsoleto". Il Kazakhstan aderisce alla filosofia del Grande Profitto (Great Gain) per tutti: l'Europa, la Russia, gli Stati Uniti d'America, la Cina, l'India, l'Iran, la Turchia e, naturalmente, il Kazakhstan, attraverso una politica multi-vettoriale, e la direzione Europea in questa politica è strategicamente importante. Nel dicembre di quest’anno, il Kazakhstan e l’Ue firmeranno un accordo di partenariato e di cooperazione ampliata, sulla base del quale si stanno creando nuovi presupposti per rapporti più stretti in vari campi. L'Ue va alla firma di questo accordo per lo più nella speranza che il Kazakhstan svolga un importante ruolo di stabilizzazione nei processi di integrazione nello spazio post-sovietico, nella cooperazione delle regioni. L’Ue è oggi il partner più importante del Kazakhstan nell’ambito dell’investimento e del commercio, rappresenta, infatti, circa la metà del fatturato del commercio totale del Kazakhstan e degli investimenti esteri: oltre 100 miliardi di dollari. Per noi è molto importante coinvolgere i Paesi Ue e l'Italia, in particolare, nella realizzazione di programmi industriali e infrastrutturali. Programmi basati sullo sviluppo di quattro principali settori dell'economia: tradizionalmente ci sono i settori di petrolio e gas, miniere d'oro, industrie nucleari e chimiche. Tra i settori che hanno una richiesta maggiore: metalmeccanico, costruzione e farmaceutica; prodotti di esportazione, mercato agricolo, industria leggera e turismo; e, infine biotecnologie, energia alternativa e progetti spaziali.
"L’Italia è partner d’eccellenza per il governo del Kazakhstan"
Il nuovo ambasciatore Nurtayev illustra il suo mandato
