Economia

Boeri: con i tagli rischiamo di non accendere i computer

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri va all’attacco della norma contenuta nella legge di Stabilità che taglia la spesa per l’informatizzazione della pubblica amministrazione. «Tagliare la spesa...

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri va all’attacco della norma contenuta nella legge di Stabilità che taglia la spesa per l’informatizzazione della pubblica amministrazione. «Tagliare la spesa informatica è una manovra distorsiva e penalizzante, non capiamo la ratio» è la critica di Boeri che avverte: «potrebbe fortemente penalizzare il lavoro per il contrasto all'evasione fiscale e contributiva. Non capiamo come si sia arrivati a questa scelta, senza modifiche si rischia di indebolire il contrasto all'evasione». Per Boeri c’è il rischio di non poter accendere i computer. Il presidente dell’Inps poi fa sapere che la spesa informatica totale dell'Istituto ammonta a 350 milioni di euro: di questi, «198 milioni riguardano spese incomprimibili, indispensabili per la sola operatività» del sistema. Spesa che nella nuova manovra viene tagliata, «rendendo impossibile lo svolgimento della nostra attività», afferma ancora Boeri. Boeri si è detto «favorevole ad una integrazione tra banche date», ma boccia l’idea di un «disegno privatistico perchè si tratta di patrimonio che deve esser messo a disposizione» ed «è per questo che abbiamo siglato convenzioni con altri enti della Pa». Il traguardo «deve essere la messa in rete dei dati». Boeri è contrario al «trasferimento dei dati al di fuori del sistema, ad un'entità esterna. Non ci sembra la formula più efficiente, perchè queste banche dati richiedono una manutenzione costante, quindi il principio di trasferire tutto al di fuori è pericoloso». Poi il presidente è tornato sulla questione delle pensioni d’oro ribadendo di «non averne mai parlato». «Il testo delle nostre proposte è sul sito dell'Inps e in nessuna parte c'è un riferimento alle pensioni d'oro», ha detto. Poi ha spiegato che il suo piano consente «la flessibilità in uscita e di superare le rigidità» della riforma Fornero». La flessibilità sarebbe finanziata, ricorda Boeri, intervenendo in modo diverso e graduale, a partire dagli assegni da 3.500 euro (ma anche sui vitalizi dove le riduzioni sono maggiori). Le banche dati «ci dicono che queste persone hanno fruito della pensione molto prima di quanto ne avrebbero dovuto alla luce del trend demografico e dei principi contributivi». Si tratta «di un piccolo contributo di solidarietà per consentire un'uscita flessibile».

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