Economia

Salva banche, arrivano i nuovi vertici

All’indomani del decreto di salvataggio, per le quattro banche, Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, si pare una nuova stagione indicata anche nel nome. I quattro istituti...

All’indomani del decreto di salvataggio, per le quattro banche, Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, si pare una nuova stagione indicata anche nel nome. I quattro istituti hanno riaperto anteponendo al vecchio nome l’appellativo di «Nuova». Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi sono il pool dei tre maggiori istituti che ha garantito la linea di liquidità immediatamente necessaria per avviare il salvataggio (da 1,65 miliardi totali). Su questi fondi c’è la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti. In caso di incapienza del Fondo di risoluzione alla data di scadenza del finanziamento, Cdp dovrebbe a quel punto essere rimborsata con i proventi derivati dalla cessione delle quattro nuove banche. Per guidare il nuovo corso delle quattro banche, Bankitalia ha scelto di affiancare all’ex dg di Unicredit Roberto Nicastro (che ha il ruolo di presidente) un consiglio di amministrazione che in tutti e quattro i casi vede tra i membri Maria Pierdicchi. Cioè la ex numero uno di Standard & Poor’s Italia. A Intesa, Unicredit e Ubi l’intervento per il salvataggio delle quattro banche costerà 866 milioni.Per l’istituto guidato da Federico Ghizzoni, il conto sarà di 300 milioni: al fondo di risoluzione il gruppo ha già versato 90 milioni, cui se ne aggiungeranno 210 milioni come impatto dei versamenti ordinari e straordinari che vengono richiesti dal fondo. «Ogni banca farà la sua parte nella misura in cui verrà richiesta dalla legge», ha detto invece il presidente del Consiglio di sorveglianza di Bpm, Piero Giarda. Il decreto salva banche «non ci preoccupa ma ci pesa, è un ingente onere che si somma ai costi della crisi in un Paese in cui, a differenza di Germania, Francia, Inghilterra e degli altri paesi d'Europa lo Stato non ha dato un aiuto alle banche» ha commentato il presidente dell’Abi Patuelli .

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