Economia

"Nel 2015 più utili e 3 mila posti letto"

Parla Blasoni patron del gruppo di sanità per anziani. Sereni Orizzonti anticipa i risultati dell’anno

«Il settore delle residenze sanitarie per gli anziani cresce in maniera esponenziale. Nonostante le difficoltà burocratiche e la lentezza nel rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni il nostro gruppo stima di chiudere un 2015 con fatturato e utili in aumento del 30%» spiega a Il Tempo, Massimo Blasoni, patron del gruppo Sereni Orizzonti specializzato nella gestione di strutture per anziani lungodegenti. La società, fondata a Udine nel 1996 dallo stesso Blasoni e da Giorgio Zucchini, è oggi uno dei principali gruppi privati del settore sociosanitario e nel 2016 taglierà il traguardo delle 50 strutture operative.     Cosa prevede nel bilancio 2015? «I ricavi consolidati quest’anno sono stimati in circa 80 milioni di euro e l’utile di gruppo dovrebbe registrare un incremento del 30% rispetto a quello dello scorso anno».     Ci sono altri margini per lo sviluppo delle vostre attività? «Assolutamente sì. Stiamo già realizzando un piano di investimenti partito nel 2015 e che si concluderà nel 2020 con oltre 80 milioni di euro a disposizione. Puntiamo a incrementare le nostre residenze in tutta Italia e in particolare nelle regioni del centro Sud dove siamo ancora poco presenti. A oggi i nostri asset sono costituiti da 48 residenze sanitarie per anziani con oltre 3000 posti letto e 1500 occupati».     A che punto è l'attuazione del piano di crescita? «Quest’anno abbiamo inaugurato due nuovi complessi. Uno a Momo in provincia di Novara e un altro a Bovolenta vicino Padova. In totale sono circa 150 posti letto che si aggiungono alle nostre attuali disponibilità. In più è in consegna un terzo centro a Piacenza. Nel 2016 invece contiamo di completare gli investimenti in Sardegna, a Sanluri e Macomer, dove sono iniziati i lavori per la costruzione di altre due strutture.     Nel medio lungo periodo quali sono le regioni nelle quali avete programmato l'arrivo? «Nel mirino ci sono Abruzzo e Campania. Inoltre stiamo chiudendo in questi mesi un importante accordo per mettere piede anche in Sicilia».     Quali sono i principali punti di forza della vostra attività? «Interveniamo in un settore, quello dei servizi alla terza età, nel quale la crisi delle finanze pubbliche e l’aumento dell’aspettativa di vita rende inevitabile il ricorso alle risorse del privato. Le nostre strutture sono finanziate interamente con i nostri fondi, non chiediamo nulla al pubblico. Che dovrebbe solo finanziare direttamente una parte della retta per la permanenza in un nostro centro al singolo individuo».     Anche in Italia dunque la sanità si sta sempre più trasformando da pubblica a privata? «Per le cure agli anziani è una tendenza che si registra in tutta l’Europa. In Francia ad esempio il peso occupato dai privati è il 50%, da noi solo il 10%. Lo spazio per crescere è enorme e anche le opportunità per il Paese».     In che termini il vostro business può contribuire a creare posti di lavoro? «Siamo in prima linea per risolvere il problema occupazionale. Le nostre attività sono tutte ad alta intensità di lavoro. Ci sono possibilità per tutti, sia per il personale di assistenza sia per quello specializzato nelle malattie degli anziani e nelle patologie degenerative. In più la presenza di una struttura del genere su un territorio diventa un volano per l’economia locale perché stimola l’indotto attraverso le forniture e gli acquisti di beni e servizi necessari al suo funzionamento. Infine ci sono risparmi anche per il sistema sanitario nazionale».     Ottenere economie nella sanità visti i tagli nel bilancio pubblico è sempre positivo. Ma in che modo fate risparmiare lo Stato e le regioni? «Qualunque ricovero ospedaliero oggi ha un costo che varia da 800 a 1200 euro al giorno mentre in una residenza sanitaria lo stesso scende tra i 90 e i 200. Molto spesso gli anziani sono parcheggiati nelle corsie dei grandi nosocomi mentre dovrebbero essere ospitati in strutture dedicate e adatte a seguirli meglio».     Ma le regioni si sono accorte delle potenziali economie che la vostra presenza può portare al sistema? «Sì. Tradizionalmente le residenze per anziani erano comunali ed erano sempre in deficit. Sereni Orizzonti ha dimostrato che è possibile coniugare efficienza e qualità dei servizi in un settore delicato come la cura delle persone più deboli».

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