Per il numero uno Cisl 5.200 euro al mese, mentre la leader Cgil è ferma a 3800. È il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il leader sindacale con la busta paga più pesante: non supera i 5.200 euro netti al mese contro i 3.800 euro di Susanna Camusso alla guida della Cgil e dei 2.800 euro di pensione percepiti da Carmelo Barbagallo al vertice della Uil. La classifica viene fuori dall’operazione trasparenza promossa dai sindacati dopo le polemiche sulle retribuzioni. Un netto, quello di Furlan, che somma i circa 3.700 euro di retribuzione che arrivano dalla Cisl agli oltre 1.200 euro di stipendio che le Poste, amministrazione di provenienza del segretario generale, ancora le riconosce. «È uno stipendio tutto compreso, indennità e assegni di altre amministrazioni», dice ancora. E la Cisl spiega che per il divieto di cumulo e del tetto alle retribuzioni di vertice, lo stipendio devoluto dal sindacato ai segretari distaccati, come lei anche altri 5 segretari confederali, preveda già lo storno della quota di salario percepita da altre amministrazioni. Questo infatti, spiega, dicono ancora in Cisl, come sia possibile che Gigi Petteni, segretario confederale non distaccato guadagni più del leader, 4.396 euro al mese. «Il mio stipendio è più alto di 3 volte quello di un impiegato medio da 1500 euro al mese» afferma la Furlan.
Furlan batte Camusso per la busta paga
Per il numero uno Cisl 5.200 euro al mese, mentre la leader Cgil è ferma a 3800. È il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il leader sindacale con la busta paga più pesante: non supera...
