Il meccanismo di rimborso ai Comuni del mancato gettito Tasi si basa su aliquote 2015 e non sulle aliquote massime potenziali e porterà maggiore liquidità nelle casse dei sindaci. È la risposta dagli uffici del Mef ai rilievi del Servizio Bilancio del Senato sulla legge di Stabilità. I tecnici del Senato, avevano osservato che, l’aumento della dotazione del fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per l’abitazione principale, e del gettito Imu per i terreni agricoli, «può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali». La Ragioneria dello Stato sottolinea che l’ammontare del ristoro a favore dei Comuni «è basato sostanzialmente su una stima del gettito incamerato dai Comuni nell’anno 2015, senza considerare dunque il gettito potenzialmente incamerabile dai medesimi Comuni a fronte di aliquote fissate al massimo livello legislativamente consentito», cioè per la Tasi fino a un massimo del 6 per mille nel 2016 rispetto all'aliquota massima 2014-2015 del 2,5 per mille. Nell'ipotesi massima che tutti i Comuni applichino nel 2016 l’aliquota del 6 per mille, la Rgs stima un gettito di oltre 10 miliardi di euro a cui corrisponderebbe quindi una necessità di copertura ben superiore a quella prevista nella manovra. Gli uffici del Mef sottolineano che il sistema delineato nella legge di Stabilità «assicura nel 2016 l’invarianza di risorse finanziarie per i Comuni» rispetto all’anno corrente. Inoltre la previsione del rimborso del minor gettito per il tramite del fondo di solidarietà comunale «consente di ridurre la quota di alimentazione» dello steso fondo, a carico dei Comuni, da 4.717,9 milioni di euro del 2015 a 2.768,8 milioni di euro dal 2016. «Tale riduzione - spiega la Rgs - seppur non influente ai fini della determinazione della dotazione netta del fondo di ciascun Comune, comporta in ogni caso effetti positivi in termini di maggiore liquidità per i Comuni interessati».
Tasi
Con lo stop sulla prima casa Ai Comuni arriva più liquidità
