Economia

Ecco le pensioni del futuro Reddito minimo agli over 55

L’Inps pubblica la riforma che il governo non vuole

L’Inps scopre le carte e pubblica sul suo sito web il progetto di riforma complessivo del sistema pensionistico che il presidente Tito Boeri aveva stilato a giugno per il governo. E che è rimasto nel cassetto almeno in questa tornata della Legge di Stabilità, pronto per essere però la base di discussione per un intervento dell’esecutivo in tema di previdenza il prossimo anno. Un’operazione di trasparenza che ha creato qualche frizione con Palazzo Chigi che ieri aveva portato a casa due risultati importanti: il rialzo delle stime Istat e la promozione Ue sulla parte economica. A stretto giro, però, è arrivata la specifica da parte di fonti di governo: «Non c’è uno scontro tra Inps e governo sulla pubblicazione del piano sulle pensioni, l’uscita della proposta era concordata con palazzo Chigi». Per Renzi, «alcuni correttivi proposti dall’Inps avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto un contributo a chi ha avuto più di quanto versato. Non mi è sembrato il momento: dobbiamo dare fiducia agli italiani». Alcune fonti governative hanno poi spiegato che la proposta Boeri era stata presentata al governo già nel giugno 2015 ricevendo un sostanziale no, grazie: «Per motivi politici, economici, giuridici e di opportunità». Attualmente, hanno concluso le stesse fonti, il governo lavora «solo alla flessibilità in uscita, come ha detto lo stesso premier più volte». La proposta Boeri contiene elementi novità che vanno nella direzione del reddito di cittadinanza proposto dai grillini e cioè un reddito minimo da 500 euro per gli over 55 usciti dal mondo del lavoro facendo prelievi dalle 250.000 pensioni d'oro e dagli oltre 4.000 percettori di vitalizi. Insieme alla riforma dell’assistenza con tagli a 23.000 ricchi. L’Inps scende in campo, insomma, per abbattere del 50% la povertà fra chi ha più di 55 anni e non ha ancora maturato i requisiti per la pensione. Nel documento composto da 16 articoli il pacchetto dell'Inps vuole offrire al primo punto (dall'art.1 all'8) «una rete di protezione sociale almeno dai 55 anni in su: è la fascia di età in cui la povertà è aumentata proporzionalmente di più rispetto alle altre classi di età durante la Grande Recessione e la crisi del debito nell'area euro». La proposta normativa consiste «nell’istituire un reddito minimo garantito pari a euro 500 euro (400 euro nel 2016 e nel 2017) al mese per una famiglia con almeno un componente ultracinquantacinquenne. Il trasferimento, che prende il nome di Sostegno di Inclusione Attiva per gli ultracinquantacinquenni (SIA55), prende come riferimento la famiglia, intesa come nucleo che condivide la stessa abitazione. Nel caso in cui nel nucleo familiare vi siano altri soggetti l’ammontare della prestazione è pari all’importo per un single (500 euro) moltiplicato per la scala di equivalenza Ocse modificata Questo significa che non solo l'ultra55enne, ma anche eventuali figli disoccupati beneficiano del trattamento.

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