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Sanità

Il governo nega gli aumenti alle Regioni «I soldi restano quelli, spendeteli bene»

«Aria fritta, abbiamo ascoltato le solite promesse. Abbiamo chiesto l'aumento del fondo sanitario e ci hanno detto di no, che si farà un tavolo che, forse, nel 2016, porterà qualche risultato». Le parole del governatore della Lombardia Roberto Maroni sintetizzano bene l’esito dell’incontro tra il premier Matteo Renzi e i presidenti delle Regioni. Dopo una manciata di ore a Palazzo Chigi, il governo sbatte la porta alle richieste di un aumento dei fondi destinati al servizio sanitario nazionale e «accontenta» i governatori con una serie di promesse. Il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti al termine dell’incontro ha fatto intendere che la posizione del governo resta immutata. «Le risorse per le Regioni ci sono, vanno gestite bene». Poi ha sottolineato che «è comprensibile che le regioni avrebbero preferito un aumento maggiore, però il Fondo sanitario continua a crescere». Poi, De Vincenti ha spiegato che «nella legge di stabilità ci sono alcune norme importanti che danno strumenti alle regioni per governare meglio e con più forza e efficacia il sistema sanitario». Il sottosegretario, tra le altre cose, ha ricordato gli stanziamenti alle regioni di 1,3 miliardi per i tagli delle manovre degli anni passati. Il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, dopo aver fatto fuoco e fulmini, si è accontentato arrivando persino a definire «positivo» l’incontro perché «si è definita un'intesa di percorso e anche di merito per alcuni aspetti». Critiche dal governatore della Liguria, Giovanni Toti. «La Stabilità è una legge ampiamente insoddisfacente sia per il 2016 che nel pluriennale». Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin parla di «condivisione di un metodo che è il patto della salute». Il che vuol dire che «quest'anno ci sono 1,3 miliardi in più rispetto allo scorso anno, dobbiamo fare in modo che produca valore che le Regioni possano utilizzare nel modo migliore». De Vincenti ha annunciato che venerdì il Cdm varerà un decreto per «risolvere un problema di natura contabile» per le Regioni,

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