Economia

Per Volkswagen c’è anche "benzinagate" E Moody’s taglia il rating

Nel mirino le emissioni di altri motori. Tonfo in Borsa -9,5%

Era normale che accadesse. E cioè che alla fine la reputazione in calo sui mercati della Volkswagen si riflettesse sul giudizio delle agenzie di rating. Ieri è stata Moody’s a tagliare il voto della casa di Wolfsburg ad A3 da A2. Una bastonata che avrà i suoi effetti nel futuro visto che, per finanziarsi la casa tedesca, sarà costretta a pagare rendimenti più alti, aggravando non poco la sua situazione già minata dalle cause di risarcimento da parte di clienti e soci. E non solo, perché anche gli obbligazionisti soprattutto quelli istituzionali come i grandi fondi potrebbero intentare cause di risarcimento se il valore dei bond scendesse sui mercati nei quali si scambiano non per le normali fluttuazioni legate ai conti economici ma a seguito del dolo ormai acclarato del costruttore. Altri guai finanziari insomma che potrebbero mandare al tappeto l’azienda tedesca: con gli accantonamenti in bilancio per i danni, le risorse per gli investimenti sarebbero esigue, i licenziamenti ineludibili e alla fine la Merkel dovrebbe nonostante le ferree regole europee dare il via libera af aiuti di Stato. Il rischio che tutto questo accada è reale. «Il declassamento di oggi (ieri ndr) riflette i rischi crescenti per la reputazione della Volkswagen e sui ricavi futuri» e le «nuove accuse dall’Epa americana» che coinvolgono modelli Audi, Porsche e Volkswagen Tuareg, ha spiegato Yasmina Serghini, analista di Moody’s. «Queste nuove accuse pongono ulteriori sfide alla flessibilità finanziaria del gruppo e alla sua posizione competitiva e aggravano le preoccupazioni sulle questioni di controllo interno e di governance, indebolendo ulteriormente il profilo di rating del gruppo». Intanto ieri in Borsa il titolo è di nuovo stato oggetto di vendite colpita oltre che dagli effetti del dieselgate anche dalle false dichiarazioni sulle emissioni di Co2 dei motori a benzina. L’azione privilegiata ha ceduto il 9,5% a 100,45 euro, scendendo sotto i 101 euro. Sotto pressione anche Porsche (-8,01% a 40,08 euro). Per Vw il conto in Borsa è salato: oltre 23,5 miliardi, dallo scoppio dello scandalo. Anche il clima politico a Berlino è nervoso: il ministro dei Trasporti ha dovuto riferire della vicenda in Parlamento, dove ha garantito che tutte le serie dei veicoli attualmente sul mercato sono sottoposte a verifiche. La Merkel ha ribadito che il marchio ha «il dovere di un chiarimento dei fatti in piena trasparenza».

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