"Possiamo dare una valutazione positiva a questa riunione, è la prima volta che viene convocato un incontro di questo rilievo in tempi così brevi. Abbiamo trovato un'intesa di metodo e in parte di merito". Sergio Chimaparino esce da Palazzo Chigi fiducioso. Alla testa della delegazione dei governatori delle Regioni ha discusso per circa un'ora con il premier Matteo Renzi. Al centro del confronto i tagli previsti dalla manovra e in particolare la sforbiciata alla sanità. Sono presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il ministro per la Pa, Marianna Madia. Chiamparino spiega: "L'incontro è stato positivo, ma restano due problemi: i 4,2 miliardi di tagli e il tema della sanità. C'è l'aumento di fondi per un miliardo, ma i conti dicono che il costo complessivo da coprire è di 2 miliardi tra contratti, farmaci innovativi e Lea (livelli essenziali di assistenza)". Immediata la risposta del governo. Renzi: "Non c'è taglio alla sanità" E' De Vincenti a parlare. "Nella legge di Stabilità abbiamo stanziato un miliardo e trecento milioni per compensare un taglio consolidato nelle manovre degli anni passati su funzioni non sanitarie. Risorse che vanno gestite bene per dare i servizi ai cittadini a partire da quelli sanitari. Venerdì avremo un consiglio dei ministri che varerà il decreto che risolverà un problema di natura contabile delle Regioni. La prossima settimana invece il consiglio dei ministri varerà un decreto che conterrà alcune misure e alcune risorse riguardo temi importanti: il risanamento di Bagnoli e della terra dei fuochi. Dare un futuro a quanto resta dell'Expo per farne un'area aggregatore di iniziative culturali e introdurre interventi di rafforzamento dell'azione nella Capitale per organizzare al meglio il Giubileo". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio fa da sponda a quanto detto da Renzi negli ultimi giorni: "Con questo governo il fondo sanitario nazionale è cresciuto anno dopo anno. Abbiamo due strade: o scegliamo il muro contro muro e la demagogia o giochiamo la carta della serietà e noi ci siamo". Renzi si rivolge alle Regioni precisando che "bisogna essere chiari: non c'è taglio alla sanità. Se vogliamo possiamo lavorare insieme. Ci sono meno soldi di quanto le Regioni chiedono, ma i fondi comunque aumentano e si passa a 111 miliardi". "Al termine dell'incontro - conclude De Vincenti - abbiamo stabilito di proseguire nel confronto con tavolo che deve portare a un'intesa sulla legge di stabilità e due tavoli tecnici sulla governance della spesa farmaceutica e su costi standard". Al termine della riunione parla anche Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. "Stiamo cercando di trovare le soluzioni, ma le Regioni devono fare un balzo in avanti. Ci sono riforme ferme in Conferenza Stato-Regioni da più di un anno. Non è il ritmo che si aspettano i nostri cittadini, né quello che possiamo reggere per le riforme del Paese. In tutti i tavoli aperti il problema delle Regioni non era il fondo sanitario, ma l’extra sanità, ovvero come va avanti il settore al netto del fondo sanitario", spiega. Le reazioni dei governatori L'umore del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, non è dei migliori. "Aria fritta, le solite promesse ripetute. Abbiamo chiesto di aumentare il fondo che è stato ridotto, ci hanno detto di no. Abbiamo chiesto di attuare i costi standard, ci hanno detto che si farà un tavolo che forse nel 2016 porterà a qualche risultato. Quindi per parte mia per parte nostra assoluta insoddisfazione". Critiche anche da Giovanni Toti (Liguria) e Luca Zaia (Veneto) che rispondono alla battuta di Renzi: "Con le Regioni ci divertiamo". "Grandi risate non ce ne siamo fatte", dice Toti. "Non ci siamo assolutamente divertiti anche perché parliamo della salute dei cittadini", afferma Zaia.
Manovra, torna il sereno tra governo e Regioni
Renzi: "Lavoriamo insieme". Chiamparino: "Incontro positivo". Ma i governatori di centrodestra attaccano il premier
