Prezzo dell'Ipo fissato 6,75 euro per azione, fino a 3,4 miliardi di incassi per il Tesoro da destinare all'abbattimento del debito: «È un'operazione di grande successo, la più importante realizzata in Europa quest'anno». Visibilmente soddisfatto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha snocciolato i numeri della quotazione di Poste Italiane in vista del debutto in Borsa il 27 ottobre. Gli introiti per il Tesoro andranno «alla riduzione del debito pubblico che é fondamentale per la politica economica» sottolinea Padoan, osservando che comunque «la strategia più importante» per far scendere il debito «é la crescita economica». Un'operazione che «conferma la fiducia dei mercati nel Paese» e che dimostra «le forti capacità manageriali e imprenditoriali dell'Italia», insiste il ministro, con l'occhio già puntato alle prossime privatizzazioni. E annuncia che si procederà con Enav e Ferrovie. Con una domanda complessiva è stata pari a 3,3 volte l'offerta globale, la privatizzazione di Poste «è stata un successo in termini quantitativi e in termini qualitativi, perché hanno aderito tanti piccoli risparmiatori ma anche grandi investitori, dall'Italia e dall'estero», osserva ancora il ministro dell'Economia, che parla di «una dimostrazione di fiducia nel piano industriale dell'azienda ma anche nel nuovo corso dell'Italia». L'amministratore delegato, Francesco Caio ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato e il mercato ha sempre ragione». I fari sono puntati sugli investitori che hanno aderito all'offerta. «Sono di altissima qualità sia per tipologia che per provenienza geografica» spiega il direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via. «C'è grande soddisfazione per la riposta di investitori internazionali ma anche degli investitori italiani, non solo retail, che hanno risposto a questa importante chiamata», incalza il capo delle segreteria tecnica Fabrizio Pagani. Nel dettaglio l'Offerta globale di vendita di 453 milioni di azioni garantirà introiti per 3.058 milioni di euro, che salirebbero a 3.364 milioni in caso di esercizio integrale dell'opzione greenshoe. Per la quotazione sono pervenute richieste per 1,52 miliardi di azioni da parte di 303.536 richiedenti, di cui 26.234 dipendenti del gruppo. Dalla classifica di Mediobanca emerge che Poste è il più grande datore di lavoro in Italia. Con 144.635 dipendenti, tutti sul territorio nazionale è prima nella classifica delle top 20 aziende, seguita da Exor che in tutto ne conta 318mila ma solo per il 25% (circa 80mila) in Italia.
Poste in Borsa a 6,75 euro Il Tesoro incassa 3,4 miliardi
Padoan: "Le risorse serviranno a ridurre il debito pubblico"
