Dal 2016 vengono abolite la Tasi e l’Imu sulla prima casa (la misura costa circa 4 miliardi). Eliminate anche l’Imu sui macchinari imbullonati e l’Imu e l'Irap agricola (850 milioni circa). In tema di fisco va segnalato che oltre la metà dei 27 miliardi della manovra sono destinati alla neutralizzazione delle clausole di salvaguardia su Iva e accise per l’anno prossimo, che valevano circa 16 miliardi. l valore della spending review «è quella che ci aspettavamo, 5 miliardi» al netto della 'tax expeditures'. Lo ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Cdm. La sostanza della spending è fatta «dai tagli ai singoli ministeri, orientativamente il 3% ma non sono tagli lineari ma specifici -ha spiegato il premier-; dai tagli alla Pubblica amministrazione centrale; dai costi standard; dal mancato incremento di alcune voci come quella del personale», ha spiegato il premier. oltre 140 milioni di euro per finanziare il fondo per le agevolazioni assicurative in agricoltura contro le calamità naturali, la conferma dell'aumento della compensazione Iva per i produttori di latte da 8,8% a 10%, 45 milioni per il rinnovo delle macchine agricole. Statali Per i ministeriali c’è poco. La manovra di Renzi ha confermato a 300 milioni di euro lo stanziamento dedicato ai rinnovi dei contratti della Pubblica amministrazione.Risorse scarse che trovano una decisa opposizione dei sindacati. «È del tutto insufficiente - ha affermato il segretario della Cisl, Annamaria Furlan - la risposta per i contratti del pubblico impiego, lavoratori che aspettano il contratto da sei o sette anni: non si può immaginare un aumento lordo da dieci, quindici euro al mese». Altri sacrifici in vista poi per chi non lavora al ministero ma nelle partecipate degli enti locali. Le aziende che erogano servizi veri ma a volte solo fittizi saranno ridimensionate. Passeranno a ottomila a mille, viene introdotto un tetto salariale ai dirigenti, e saranno ridotte le poltrone. Il personale sarà assunto attraverso una selezione trasparente e sarà premiata l’efficienza e il merito. I comuni saranno liberi di spendere i soldi risparmiati in cassa per strade, scuole, marciapiedi, giardini; inoltre avranno più soldi per investimenti, insieme a più costi standard. Alle città metropolitane non sarà applicato alcun taglio; prosegue invece la riduzione del numero delle province, salvando però strade e scuole. Fisco Con l’obiettivo di «semplificare le misure» per le partite Iva e per i lavoratori autonomi, il tetto del contante viene alzato dai 1.000 euro attuali a 3.000 euro. Per la lotta ai furbetti del fisco si affida meno ai blitz a Cortina e più all’uso massiccio degli strumenti strumenti di digitalizzazione. Per contrastare l’evasione, il canone Rai viene introdotto in bolletta. Il prossimo anno il tributo sarà di 100 euro (oggi è di 113), mentre nel 2017 scenderà a 95 euro. Il taglio dell’Imposta sul reddito delle società è vincolato al via libera da parte di Bruxelles al margine di flessibilità per l’immigrazione. In attesa della decisione la riduzione dell'Ires viene fissata a partire dal 2017 e l’aliquota scenderà al 27,5% attuale al 24%. Il gettito fiscale dal gioco salirà a un miliardo. Una mossa che Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia ha commentato negativamente: «Come lo scorso anno si interviene sul settore del gioco ad occhi chiusi e a testa bassa, con un intervento che già l’anno scorso ha determinato un ammanco di 1 miliardo e 400 milioni. Anche con questo intervento sarà lo stesso. Si perpetua nell’errore di colpire un settore già in crisi favorendo la ripresa solo dell’offerta illegale» Sociale Previsti però anche investimenti nel fondo per il sociale, che sale per il prossimo anno a 400 milioni, rispetto ai 250 già previsti e la legge sul «dopo di noi». Un provvedimento che prevede oltre alla costituzione di un fondo ad hoc per i disabili che restano soli, anche degli sgravi per le famiglie che mettono da parte risorse per il«dopo di noi». Accanto a disabili e non autosufficienza, ci sarà un piano contro la povertà, soprattutto quella che colpisce i minori. Un intervento che non partirà subito, perché sarà strutturato «con una delega» e che sarà finanziato per 600 milioni nel 2016. Una cifra che salirà a un miliardo per il 2017 e il 2018. Si dovrebbe trattare di un «di un bonus per ogni figlio a carico per quei nuclei familiari sulla soglia della povertà». Insieme a queste risorse ci saranno anche 300 milioni nel triennio che arriveranno dalle fondazioni bancarie e dal settore no profit. Nasce lo statuto dei lavoratori autonomi, che contiene fisco e nuove tutele. In arrivo 1.000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali e 500 assunzioni nella cultura. Inoltre saranno selezionati 500 nuovi professori fra i cervelli all’estero o intrappolati in Italia Previdenza Non c’è la flessibilità richiesta dai sindacati ma nella manovra viene servita la spinta al part time a chi si trova a pochi anni dalla pensione. Niente staffetta generazionale però. Non solo. Aumenta la no tax area per chi è già pensionato, viene avviata la settima salvaguardia per gli esodati e sbloccata anche nel 2015 l’opzione donna. Sempre in tema di welfare sono stati riconfermati anche per il 2016 gli sgravi per le assunzioni stabili, ma per soli due anni e ridotti al 40% del dovuto, con un tetto che rimane però agli 8.060 euro attuali. Dall’altro lato però il governo incentiva, con 500 milioni, la contrattazione aziendale su welfare e produttività. Sul tema della concessione del part time per i lavoratori che hanno già raggiunto i 63 anni e 7 mesi, con accordi diretti tra lavoratore e azienda si potrà passare per gli ultimi 4 anni di lavoro al part time. L’impresa pagherà le ore effettivamente lavorate e i relativi contributi. Lo Stato metterà a disposizione circa 100 milioni l’anno per la copertura figurativa dei minori contributi versati all’Inps dall'azienda. Il lavoratore che ha concluso in part time la sua carriera riceverebbe comunque l'assegno come se avesse lavorato fino alla fine. Sanità La partita della spesa sanitaria nell’ambito della Legge di Stabilità si chiude sulla cifra già annunciata dal premier Renzi. Una somma contestata dalle Regioni: il Fondo sanitario nazionale 2016 sarà infatti pari a 111 miliardi, nei quali sono ricompresi 800 milioni «finalizzati» all’applicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e al nomenclatore delle protesi, come ha annunciato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Per Renzi si tratta di un «aumento» dei fondi e non di un «taglio delle risorse». Il Fondo della Sanità era di 109 miliardi un anno fa, 110 oggi e saranno 111 nel 2016. Più soldi ma spendiamoli meglio. Quanto alla posizione delle Regioni - che più volte hanno avvertito come con questa cifra sia impossibile garantire i nuovi Lea, oltre che il nuovo Piano vaccini e il nomenclatore - il premier Renzi ha indicato una soluzione: «Applicare i costi standard in Sanità può finalmente vedere realizzate battaglie storiche come Lea e nomenclatore. È chiaro che le Regioni vorrebbero più soldi, ma se si riesce a ridurre sui costi standard - ha aggiunto Renzi - si potranno garantire altri ambiti quali, ad esempio, i farmaci innovativi».
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