Economia

Il governo di Roma va affidato a chi ha competenza e strategia

di Riccardo Riccardi Sulla vicenda del Sindaco Marino se ne dibatte a sufficienza. Non serve tornare sullo argomento. Va evitata la codificazione del luogo comune Roma la suburra della nazione....

Sulla vicenda del Sindaco Marino se ne dibatte a sufficienza. Non serve tornare sullo argomento. Va evitata la codificazione del luogo comune Roma la suburra della nazione. Roma è la città della sporcizia, degli sfaticati, del malaffare. È la città che attrae il turismo solo per taglieggiarlo. È la città dei sanpietrini rotti che causano fratture, storte e cadute. E potremmo seguitare. Milano ha prodotto un meraviglioso Expo: sta rifiorendo, è vivibile. Pur con tutti i problemi sociali derivanti dalla globalizzazione che semina atti delinquenziali. Bisogna con decisione affrontare il problema. Roma, dove stazionano Colosseo, Pantheon, Foro Romano, Fontana di Trevi, Piazza Navona, Piazza di Spagna, il Vaticano, tanto per citare brevemente alcuni simboli della romanità che ha partorito l'occidente. Non serve soltanto cambiare Sindaco, con ammenda per la scelta scellerata di un primo cittadino che usa a sproposito la carta di credito, ma ridare Roma alla sua composita cittadinanza che non sempre merita la gogna. Innanzitutto se Roma è la capitale, se è sede del Governo, delle istituzioni di varia natura e del Papato, non può essere governata dal primo arrivato messo sulla sedia per incomprensibili ragioni politiche. Lo abbiamo già scritto (Il Tempo del 30.07) il governo della città con particolari poteri va affidato alla competenza di una squadra guidata da un uomo che risponda al Presidente della Repubblica o al Capo del Governo. Non basta l'assoluta indispensabile onestà: occorre competenza e visione strategica per mettere in atto provvedimenti non bloccati successivamente da caste varie. Roma è la ricchezza dell'Italia. Il marchio può essere da traino per l'intera economia. Governo e Parlamento mettano da parte ridicole posizioni campanilistiche provinciali (anche i mass media facciano mea culpa!) e dotino Roma di una normativa che consenta di governare la città. Roma, che ha un DNA unico al mondo, attrae e trasforma in romani anche chi è nato fuori. Non confondiamo il dilettantismo con la democrazia. Vogliamo che l'economia riparta? Iniziamo a lustrare la nostra argenteria della quale Roma è piena.

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