Economia

Sorgente rinuncia alla quotazione La domanda è insufficiente

Il giorno in cui Poste ha incassato dalla Consob il via libera alla quotazione in Borsa il gruppo Sorgente che avrebbe dovuto far sbarcare la propria controllata Sorgente Res sul listino milanese...

Il giorno in cui Poste ha incassato dalla Consob il via libera alla quotazione in Borsa il gruppo Sorgente che avrebbe dovuto far sbarcare la propria controllata Sorgente Res sul listino milanese giovedì prossimo, fa marcia indietro. Sul mercato sarebbero dovuti arrivare immobili di prestigio come il Lingotto di Torino e una quota del Flatiron di New York. Ma per la seconda volta consecutiva l'offerta si traduce con un nulla di fatto. La società immobiliare romana guidata da Valter Mainetti, ha dovuto fare di nuovo i conti con un mercato difficile e così ha ritirato l'offerta che avrebbe dovuto far sbarcare in Borsa la controllata Sorgente Res. Il passo indietro, è stato motivato col fatto che «la quantità e la qualità della domanda pervenuta» è stata insoddisfacente. In altre parole il mercato non versato quei 400 milioni previsti come obiettivo di raccolta. Sorgente avrebbe dovuto essere una delle prime Siiq italiane, ovvero società d'investimento immobiliare quotate. Con questo dietrofront si spiana ora la strada a Coima Res dell'imprenditore milanese Manfredi Catella (ex Hines Italia). Il piano di Sorgente, che aveva fissato l'offerta a un prezzo fisso di 3 euro per azione, era raccogliere le risorse sufficienti per acquistare altri immobili di prestigio tra Roma, Milano e Torino.

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