C'è anche Fabrizio Palenzona, vice presidente di Unicredit, tra i 10 indagati nell'ambito di una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, che ipotizza l'accusa di reati finanziari aggravati dal favoreggiamento a Cosa Nostra. Stamani gli uffici di Palenzona sono stati perquisiti dai carabinieri del Ros di Roma, a cui la Procura di Firenze, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, ha affidato l'indagine. Perquisizioni sono state eseguite anche in varie città della Toscana, ma anche a Roma, a Palermo e a Trapani. Complessivamente gli indagati sono una decina, tra imprenditori e funzionari di Unicredit. Le perquisizioni sarebbero state condotte per acquisire documentazione bancaria relativa ai rapporti tra l'imprenditore trapanese Andrea Bulgarella, sospettato di un collegamento con il superboss latitante Matteo Messina Denaro, e Unicredit. Gli investigatori ritengono sospette alcune delle attività imprenditoriali di Bulgarella, soprattutto in Toscana. Bulgarella ha attività anche in regioni del nord Italia e a Trapani. Tra gli indagati ci sarebbe anche il manager Roberto Mercuri, braccio destro di Palenzona in Aeroporti di Roma. Tra le valutazioni dei pm della Dda di Firenze quella di accusare alcuni indagati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'appropriazione indebita. Nell'inchiesta non è contestato l'articolo 416 bis ma, solo per alcuni indagati, l'art.7. "UniCredit, preso atto delle notizie di stampa in merito ad indagini che coinvolgono esponenti della banca, dichiara di avere piena fiducia nel loro operato e si ritiene certa che le indagini dimostreranno con chiarezza la loro estraneità rispetto alle contestazioni mosse". Questa la posizione della banca in merito alle indagini. Il legale di Palenzona, l'avvocato Massimo Dinoia, replica alle accuse mosse nei confronti del proprio assistito: "Il dottor Palenzona neppure conosce la persona che sarebbe stata, secondo gli inquirenti, da lui favorita. Ovviamente le perquisizioni hanno avuto esito totalmente negativo: nulla è stato trovato perché nulla poteva essere trovato, perché non c'era e non c'è proprio nulla! Altrettanto ingiusto è, poi, il fatto che la notizia di queste perquisizioni sia giunta alla stampa addirittura prima che fossero terminate. Siamo certi che questo spiacevole episodio verrà chiuso in tempi brevi".
Mafia, indagato il numero 2 di Unicredit
Gli inquirenti ipotizzano reati finanziari aggravati dal favoreggiamento a Cosa Nostra
