Trova pochi alleati Renzi nella sua battaglia per battere l’evasione del canone Rai inserendone il pagamento nella bolletta elettrica. Anche perché l’obiettivo del premier più che il recupero delle somme per sanare i mancati incassi di mamma Rai è solo quello di scrivere nella legge di Stabilità, a tutti i costi, una riduzione delle tasse. Tale sarebbe, infatti, nella contabilità pubblica lo sconto di 13 euro, che il governo applicherebbe all’attuale prezzo (113 euro) se il versamento con il «conto della luce» passasse il vaglio del Parlamento. Obnubilato da siffatto interesse Renzi non ha tenuto conto della barriera alzata dai consumatori e dai tecnici del settore elettrico. Le associazioni degli utenti hanno ovviamente protestato per il fatto che l’assumere la bolletta come unico riferimento per fissare il pagamento del canone della Rai li esporrebbe al rischio di spese multiple nel caso di più proprietà immobiliari. Con il corollario dell’inevitabile contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. Ma se la protesta dei consumatori è ovvia, perché tocca direttamente le tasche dei cittadini, a far meditare Renzi sul boomerang che rischia di diventare la sua presa di posizione è l’indisponibilità da parte dei gestori. Quelli che tecnicamente poi dovranno mettere in moto il meccanismo di riscossione del dovuto. Così allo stop verso la misura da parte di Assolettrica nei giorni scorsi, quando l’associazione di rappresentanza del settore guidata da Chicco Testa, ha rinviato al mittente l’ipotesi prospettata da Matteo, ieri si è aggiunta l’esitazione espressa dal primo operatore italiano e cioè l’Enel che attraverso le parole della presidente Patrizia Grieco (nessun commento invece è arrivato dall’ad Starace) ha detto: «Assoelettrica ha preso posizione per tutti gli operatori, dichiarando che sembra una cosa molto difficile da realizzare. E quindi sottolineando tutta una serie di problemi sul canone in bolletta. Vedremo quali saranno le rispettive posizioni». La presidente di Enel parlando a margine della conferenza stampa al Maxxi di Roma a proposito dell’annuncio del presidente del Consiglio di volere inserire il canone Rai nella bolletta energetica ha precisato: «Mi sembra difficile da molti punti di vista. Non so se questi problemi siano risolvibili o meno. È difficile sia tecnicamente, per i sistemi di fatturazione, e probabilmente anche dal punto di vista giuridico. Se questi problemi siano risolvibili o meno, questo non lo so dire». Insomma un distinguo che fa meditare sulla effettiva possibilità che l’idea di Renzi possa concretizzarsi nei prossimi mesi con la stessa semplicità con la quale la stessa è stata annunciata domenica scorsa. Il consenso sulla sua iniziativa infatti sembra sgretolarsi velocemente. Anche per questo probabilmente sono scesi in campo gli avvocati difensori del primo ministro sulla questione. In suo aiuto è arrivato il sottosegretario Antonello Giacomelli, che già lo scorso anno fu paladino e difensore della stessa richiesta, e che ha spostato il problema sui furbi:«Chi si straccia le vesti, propone di fatto di lasciare tutto così, aumentando magari il canone a chi lo paga e tollerando l’evasione dei furbetti».
Il canone Rai in bolletta non si può fare
La proposta di Renzi bocciata da associazioni e addetti del settore Dopo l’Assoelettrica anche l’Enel esprime "perplessità tecniche"
