Il Gup di Milano Alessandra Clemente ha prosciolto al termine dell’udienza preliminare l’ex ad di Eni, Paolo Scaroni, e la società stessa nel procedimento su presunte tangenti pagate in Algeria da parte di Saipem. Sette imputati e la società Saipem, accusata della violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità degli enti, sono stati rinviati a giudizio. Il processo per loro comincerà il 2 dicembre davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano. Oltre a Scaroni e a Eni, il giudice ha prosciolto Antonio Vella, ex responsabile della società per l'area del Nordafrica. È stato infine dichiarato il non luogo a procedere per «difetto di giurisdizione» per un altro imputato. Il procedimento ruota attorno a una presunta maxi tangente da quasi 198 milioni di euro che, secondo l'accusa, sarebbe stata versata da Saipem a pubblici ufficiali algerini in cambio di appalti. Eni ha espresso soddisfazione per il fatto «che il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano ha emesso provvedimento di non luogo a procedere nei confronti di Eni spa ed alcuni manager della società in relazione alla vicenda giudiziaria per asserita corruzione internazionale relativa ad attività di Saipem in Algeria». Eni ha fornito la massima cooperazione alla magistratura e ha sempre dichiarato l’estraneità della società e dei propri manager, emersa dapprima dagli esiti delle verifiche interne realizzate da soggetti terzi e oggi confermata dal provvedimento del giudice. Gli avvocati Roberto Pisano e Giuseppe Staiano, difensori dell’imputato Farid Bedjaoui nel procedimento penale hanno spiegato in una nota che «la piena assoluzione del dottor Bedjaoui e di tutti gli imputati in relazione all’appalto MLE conferma ciò che questa difesa ha sempre sostenuto, vale a dire la legalità dell’attività di consulenza svolta dal dott. Bedjaoui. Siamo certi che il vaglio dei Giudici di primo grado non potrà che confermare l’assoluta innocenza del dott. Bedjaoui anche rispetto alle rimanenti accuse relative agli altri appalti».
Energia e appalti
Saipem, Scaroni ed Eni prosciolti dall’accusa di tangenti in Algeria
