Economia

Descalzi: non usciamo da Saipem

Eni avrebbe il potenziale per raddoppiare la produzione di gas in Libia, se le condizioni nel Paese lo permettessero. Ne è convinto il numero uno del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, che si dice...

Eni avrebbe il potenziale per raddoppiare la produzione di gas in Libia, se le condizioni nel Paese lo permettessero. Ne è convinto il numero uno del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, che si dice «fiducioso» sulla possibilità di «una soluzione negoziale diplomatica, che però veda la Libia nel suo insieme e non spezzettata». Nel paese Nordafricano, dove Eni è presente dal 1959 e a inizio 2015 produceva 300.000 barili di petrolio al giorno, «la strategia non cambia», spiega Descalzi, in occasione di un Summit sull'energia , evidenziando che il colosso energetico italiano è «rimasto lì», anche di fronte alla situazione di instabilità che sta attraversando il paese. «Produciamo gas soprattutto per il mercato domestico - ricorda il top manager -, ma abbiamo fatto molte scoperte quindi abbiamo la possibilità di più che raddoppiare la produzione di gas. Questo sarebbe notizia positiva per tutta l'Europa». Anche l'Eni è «in attesa di una soluzione negoziale diplomatica» e «sono fiducioso», dice Descalzi. Sul fronte italiano, e della controllata Saipem, l'ad conferma di voler «deconsolidare il debito», ma rimanendo nella società. «Non vogliamo uscire da Saipem, ma metterci in una situazione dove ognuno gestisce il controllo delle sue finanze». Saipem è «un gioiello per l'Italia».

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