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Economia

Volkswagen, i furbetti dei gas di scarico

Gli Usa: aggirati i controlli sulle emissioni inquinanti, multa da 18 miliardi  LEGGI ANCHE La superiorità dei tedeschi un mito che finisce in fumo

Anche i tedeschi, sempre pronti a dar lezioni di rigore e onestà, si scopre che fanno i furbetti. Nella polvere è finita uno dei simboli dell’efficienza tecnologica tedesca nel settore automobilistico, la Volkswagen. È stata travolta da un’operazione truffaldina sul controllo delle emissioni inquinanti degli autoveicoli che, usciti dalla fabbrica, risultavbano in linea con le disposizioni di legge. Ma, ad una seconda verifica, non lo erano affatto. Risultato? Un tonfo in Borsa dopo che le autorità statunitensi hanno accusato la casa automobilistica tedesca di aver falsificato i dati. Gli americano ora minacciano la possibilita' di una multa fino a 18 miliardi di dollari. Il Gruppo è accusato di aver progettato un software, montato sulle centraline dei motori a 4 cilindri diesel dei marchi Volkswagen e Audi (modelli dal 2009 al 2015) che inganna i controlli sui gas di scarico. Il titolo Volkswagen è crollato a Francoforte, dove è arrivato a cedere il 22,2%. Ai soci è costato 12,9 miliardi di euro. Dai 76,24 miliardi di venerdì la capitalizzazione di borsa è scesa a 63,33 miliardi di euro. L'ad di Volkswagen ha annunciato di aver ordinato un'indagine esterna e si è detto «profondamente dispiaciuto» per la violazione delle regole Usa. L’Environmental Protection Agency ha chiesto il richiamo di mezzo milione di auto e un portavoce del gruppo ha fatto sapere che la casa automobilistica ha sospeso negli Stati Uniti le vendite dei modelli coinvolti che rappresentano il 23% delle vetture Volkswagen vendute negli Usa ad agosto.Ne sono state richiamate mezzo milione, tutte diesel, di quelle vendute a partire dal 2009. «Posso confermare che le vendite sono state interrotte», ha detto il portavoce. Tra gennaio e agosto la casa automobilistica ha venduto quasi 240mila veicoli negli Usa. Il Governo tedesco ha chiesto ai costruttori automobilistici di fornire informazioni per verificare che non ci siano state anche in Germania manipolazioni dei dati anti-inquinamento, simili a quelle ammesse da Volkswagen negli Stati Uniti. «Ci attendiamo dai costruttori di vetture informazioni affidabili, affinchè la Kba, l’autorità competente, possa verificare se manipolazioni comparabili abbiano avuto luogo anche in Germania o in Europa», ha detto Andreas Kubler, portavoce del ministero dell’Ambiente. Il ministro dell'Economia tedesco Sigmar Gabriel definisce la vicenda «un brutto incidente» che causa preoccupazione per la reputazione dell'industria dell'auto tedesca. «Credo sia evidente», ha proseguito il ministro, che la vicenda un «clamoroso inganno ai danni dei consumatori». «Capirete che siamo preoccupati che ne soffra la reputazione, a ragione eccellente, dell'industria dell'auto tedesca e in particolare quella di Volkswagen», ha sottolineato Gabriel.

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