Bce, ipotesi dimissioni anticipate per Lagarde: trattative Ue per i nuovi vertici. I nomi
Potrebbe arrivare già in occasione della riunione di politica monetaria di ottobre l'annuncio dell'addio anticipato di Christine Lagarde alla presidenza della Bce, una ipotesi che - assieme ad altri importanti rinnovi in arrivo ai vertici dell'Eurotower - starebbe impegnando i governi dell'Eurozona in serrate trattative per un "accordo complessivo" sul futuro assetto della Banca Centrale Europea. Lo scrive il "Financial Times" riportando fonti informate, e ipotizzando una soluzione per le cariche principali entro la fine di dicembre. Oltre al probabile addio di Christine Lagarde (nonostante giovedì scorso la stessa presidente Bce abbia affermato che non c'era "nulla da riferire" in merito al suo futuro), nel 2027 scadono i mandati del capo economista, l'irlandese Philip Lane, membro del Comitato Esecutivo, e dell'economista tedesca Isabel Schnabel, che siede anche lei nel Board. "L'obiettivo è raggiungere un accordo complessivo entro la fine dell'anno", ha dichiarato al Financial Times un diplomatico dell'UE informato sui colloqui mentre un'altra fonte conferma che "sono in corso consultazioni strategiche" su "importanti incarichi in ambito economico".
Le scelte sul riassetto cadrebbero in un momento di volatilità sui mercati obbligazionari globali, provocati dalle tensioni geopolitiche. Da inizio anno la BCE ha già alzato i tassi di interesse di riferimento due volte e potrebbe continuare in caso di un'inflazione "più persistente" che andasse ben oltre il 2027. "La decisione sul presidente della BCE rientra in un pacchetto di nomine più ampio", ha dichiarato al quotidiano economico un alto funzionario coinvolto nella questione, aggiungendo che si tratta della "decisione più importante in termini di personale" in Europa fino al 2029, anno in cui scadrà il mandato della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. La fonte ha anticipato che la nuova leadership della BCE dovrà essere composta da "figure forti e con profili diversi", capaci di "agire efficacemente nei prossimi anni".
Sullo sfondo, in base a equilibri non ufficiali fra paesi del nord e del sud, fra falchi e colombe, sembrano circoscrivere la sfida per la successione alla Lagarde allo spagnolo Pablo Hernández de Cos, che guida la Banca dei Regolamenti Internazionali, e all'ex presidente della banca centrale olandese Klaas Knot. Nonostante la disponibilità espressa, invece, appare improbabile la candidatura del presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, dal momento che in questo caso due tedeschi guidarebbero due delle istituzioni europee più importanti, la BCE e la Commissione. Diversi osservatori hanno avvertito che potrebbe spuntare a sorpresa un terzo candidato all'ultimo momento, come accadde nel 2019 quando Macron propose improvvisamente la Lagarde come favorita per la guida della BCE. David Marsh, presidente del think tank OMFIF, ha recentemente suggerito in un post sul blog che l'ex governatore della banca centrale francese, François Villeroy de Galhau, potrebbe essere un candidato a sorpresa per la successione alla connazionale. Berlino sarebbe invece in pista sui candidati da proporre per la carica di capo economista della BCE, considerata la seconda posizione più importante dopo quella del presidente. La soluzione di un presidente della BCE proveniente da un altro Paese, "bilanciato da un forte capo economista tedesco è visto a Berlino come un possibile modello", ha affermato una fonte al FT che riferisce le possibili candidature di tre economisti come Markus Brunnermeier, Monika Piazzesi e Tobias Adrian. Ma sulla poltrona si sono appuntati anche gli interessi della Francia che starebbe valutando le candidature della vicepresidente della Banque de France, Agnès Bénassy-Quéré, e dell'ex capo economista dell'OCSE, Laurence Boone.
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