I tedeschi della Volksawagen dovranno tirare fuori molti soldi per poter tentare di riparare lo scandalo che hanno provocato truccando i dati sulle emissioni dei gas di scarico che ha coinvolto addirittura 11 milioni di veicoli con motore Diesel. La casa automobilistica incriminata continua a crollare in borsa. La casa automobilistica tedesca sta cedendo il 20,42% a 105,20 euro. Volkswagen ha annunciato che accantonerà 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre per far fronte ai costi dello scandalo dei motori diesel truccati. Tali risorse serviranno a finanziare le misure necessarie per recuperare la fiducia dei clienti. Inoltre il gruppo rivedrà l'obiettivo di utile per l'esercizio in corso dello stesso ammontare. In una nota, la Casa assicura che "sta lavorando intensamente per eliminare" le discrepanze di emissione fra i risultati dei test condotti in fabbrica e le misurazioni effettive su strada per i veicoli con motori del tipo EA 189. "Volkswagen non tollera alcun tipo di violazione delle leggi sotto qualunque forma" e la prima priorità del board aziendale, sottolinea il comunicato, è riguadagnare la fiducia perduta presso i suoi clienti. "Il Gruppo terrà informato il pubblico sull'ulteriore progresso delle indagini in maniera costante e trasparente". Die Welt: "Governo sapeva" La manipolazione dei controlli dei gas di scarico da parte della Volkswagen negli Usa era conosciuta dal governo tedesco. La notizia, riportata da Die Welt, si evincerebbe da una risposta del ministro dei Trasporti tedesco ad una interrogazione dei Verdi del 28 luglio scorso. Nella risposta il governo tedesco sostiene che è "in corso il lavoro sull'ulteriore sviluppo del quadro normativo comunitario, con l'obiettivo di ridurre le reali emissioni dei veicoli". Secondo Die Welt il dispositivo che consente di ridurre le emissioni durante i test era conosciuto al governo tedesco e il dispositivo non sarebbe specificamente legato ai motori a benzina o diesel. Ue: andare fino in fondo Bruxelles fa sapere di essere in contatto con Volkswagen e con le autorità statunitensi dopo che le ammissioni della compagnia tedesca sui test delle emissioni inquinanti e di voler "andare fino in fondo" sulla vicenda. In particolare la commissione Ue invita i governi ad essere "particolarmente vigili sulle compagnia nazionali". Il portavoce della commissione Ue Lucia Caudet fa anche sapere che le indagini sono in corso ed è prematuro dire se anche in Europa siano necessaria "immediate misura di controllo. Ma voglio essere chiaro - aggiunge - occorre andare fino in fondo. Per la sicurezza dei nostri consumatori e dell'ambiente occorre essere certi che le aziende rispettino scrupolosamente i limiti delle emissioni". Bruxelles fa poi sapere di essere in contatto anche con l'Epa, l'agenzia Usa per la protezione ambientale e con la Carb, il California Air Resources Board. Merkel: "Fare chiarezza" "Occorre fare chiarezza sul caso" sostiene la cancelliera tedesca, Angela Merkel. "Tenendo conto della difficile situazione - dice - occorre dimostrare completa trasparenza, facendo chiarezza sul caso. Il ministero dei Trasporti - aggiunge - è in stretto contatto con la Volkswagen. E mi auguro che ei fatti saranno messi il prima possibile sul tavolo". Italia, Ministero Trasporti avvia indagine In Italia il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso "preoccupazione per l'accaduto, in relazione alla protezione dell'ambiente ed alle possibili ripercussioni sul sistema di omologazione dei veicoli, vigente nell'Unione europea" e ha avviato un'indagine. Il Mit ha interpellato, sia il Kba Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore. Infine i consumatori invocano controlli anche in Italia hanno definito "gravissimo" il comportamento della casa automobilistica tedesca. Galletti: "Stop vendite se dati alterati anche in Italia" Anche il ministro dell'Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, alza la voce contro il software civetta di Volkswagen. Con una lettera indirizzata all'amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio, Galletti chiede informazioni sulle vetture vendute nel mercato italiano dalla nota casa automobilistica, dopo le indagini condotte dall'Agenzia federale Usa sulle difformità tra i valori emissivi dei veicoli diesel immessi sul mercato statunitense e quelli prodotti effettivamente su strada. "Ho appreso con preoccupazione le risultanze delle indagini e - scrive Galletti - le chiedo di volermi fornire elementi oggettivi che nelle autovetture commercializzate in Italia non siano stati installati accorgimenti tecnici analoghi volti ad alterare i dati emissivi da test rispetto alla realtà". Il ministro, che ricorda l'incidenza di questi profili sulla qualità dell'aria e sul clima, fa riferimento nella lettera alla decisione assunta dall'azienda di bloccare le vendite delle auto sul mercato Usa e ritirare di quelle già commercializzate, chiedendo al gruppo, "qualora necessario, di assumere analoghe iniziative già intraprese per il mercato americano anche a tutela dei consumatori italiani che hanno fatto affidamento sul marchio Volkswagen".
Scandalo Volkswagen, Die Welt: "Governo sapeva"
Coinvolte 11 milioni di auto. Il gruppo accantona 6,5 miliardi per le multe. Nuovo tonfo in Borsa. Galletti: "Stop vendite se test truccati anche in Italia" LEGGI ANCHE I furbetti dei gas di scarico
