Le diverse riforme previdenziali non hanno toccato i diplomatici che continuano a godere di trattamenti privilegiati soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione delle indennità riferite all'impiego all'estero. L’operazione trasparenza dell’Inps fa luce sulle pensioni di questa categoria. Il personale della carriera diplomatica è iscritto alla Cassa dei dipendenti dello Stato (CTPS), istituita il 1° gennaio 1996 come gestione separata dell'Inpdap, la cui soppressione, dal gennaio 2012, ha portato al trasferimento dei Fondi gestiti all'Inps. L'aliquota di rendimento è del 2,33% fino al 15° anno di anzianità e dell'1,80% dal 16° anno in poi. Tali aliquote si applicano: fino al 31 dicembre 2011 per chi ha almeno 18 anni di anzianità di servizio al 31.12.1995; fino al 31 dicembre 1995 per chi aveva anzianità inferiori a tale data. L'anzianità contributiva effettiva viene maggiorata (dal 1998 fino ad un massimo di 5 anni) in relazione a un particolare status dell'iscritto o in base alla natura del servizio svolto. L’Inps ha compiuto alcune simulazioni per far emergere quale sarebbe l’importo delle pensioni di questa categoria se fosse applicato il sistema contributivo. I trattamenti subirebbero un ridimensionamento pari a circa il 29%.
Pensioni, per i diplomatici -29%
Le diverse riforme previdenziali non hanno toccato i diplomatici che continuano a godere di trattamenti privilegiati soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione delle indennità riferite all'imp...