Economia

«Le piccole imprese schiacciate dalle tasse»

Damiana Verucci L’Italia riparte, anche se a piccoli passi. Merito soprattutto del turismo, che traina la crescita. Consumi, piccole imprese, occupazione (anche se instabile) riprendono a salire....

L’Italia riparte, anche se a piccoli passi. Merito soprattutto del turismo, che traina la crescita. Consumi, piccole imprese, occupazione (anche se instabile) riprendono a salire. Resta il fardello delle tasse locali e un debito pubblico che, nonostante lo sforzo fiscale affrontato dall’Italia e pari a più di 100 miliardi negli ultimi quattro anni, continua ad aumentare. Un rapporto di luci e ombre quello che viene dal Meeting della Confesercenti presentato ieri a Perugia alla presenza, tra gli altri, della presidente della Camera, Laura Boldrini, del vice presidente, Luigi Di Maio e di un gran numero di imprenditori, molto attenti ma poco propensi ad applaudire i vari interventi dei politici. I dati positivi vengono dalle prospettive di crescita dell’economia dei prossimi tre anni, partendo dal Pil che arriverà quest’anno a +0,8% e salirà all’1% nel 2017 e dai dati sul turismo, con i 50 milioni di arrivi nel 2015. Un risultato positivo, dovuto all’effetto volano dei grandi eventi, l’Expo e alla fine dell’anno il Giubileo straordinario, ma anche al meteo e alle condizioni di instabilità politica di alcune mete «concorrenti» del mediterraneo, che hanno convogliato in Italia gli arrivi. Il Governo si merita ad oggi la sufficienza, secondo il presidente della Confesercenti Massimo Vivoli, che lancia però un monito «pensate anche alle piccole imprese che sono la forza produttiva del Paese». E che sono ancora schiacciate dal peso delle tasse locali: dal 2008 al 2015 sono aumentate di oltre il 100%. Solo la Tari, la tassa rifiuti che ha sostituito la Tares, costerà quest’anno ai contribuenti fino a 10 miliardi di euro, di cui 4 a carico delle sole imprese. Ciò nonostante i dati 2015 sulle vendite a dettaglio hanno mostrato i primi segnali di stabilizzazione. La vera svolta per le piccole imprese arriverà però nel 2017, secondo la Confesercenti, quando torneranno ad aumentare di circa 5 mila unità, la maggior parte delle quali rappresentate dal commercio ambulante. Preoccupano i dati sull’occupazione, soprattutto under 35, con 2 milioni di lavoratori persi per «colpa» della legge Fornero, che ha portato ad un rapido aumento dei lavoratori tra i 55 e i 65 anni, mentre a crescere è il part-time e il lavoro involontario, scelto in mancanza di occasioni a tempo pieno: dal 38,7% del primo trimestre 2008 al 64,1% del primo 2015. «Si intravedono segnali di miglioramento nella fiducia degli italiani – ha detto la presidente Boldrini – anche se sono segnali lievi che dipendono più da fattori esterni. Penso allora a una distribuzione equa e selettiva del carico fiscale, a far ripartire il Mezzogiorno senza il quale non è possibile una ripartenza reale del Paese, ma servono anche investimenti pubblici e privati».

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