Alitalia ancora nella bufera. Dopo poco più di otto mesi alla cloche della compagnia, l’ad Silvano Cassano lascia. Le dimissioni arrivano come un fulmine a ciel sereno anche se alcune indiscrezioni all’interno della compagnia indicavano che da tempo i rapporti con gli azionisti di Etihad si erano fatti tesi. Una nota ufficiale della compagnia spiega l’addio del top manager, con effetto immediato, per «motivi personali». A darne comunicazione al personale, con una lettera, è stato il presidente Luca di Montezemolo, che assume i poteri di Cassano fino alla nomina del nuovo capo azienda, che dovrebbe avvenire a breve. Dietro le dimissioni c’è ben altro di quanto la compagnia afferma. A decretare la fine di Cassano sarebbe stata una «lite italiana» che si aggiunge ai deludenti risultati del semestre. I Benetton, soci di Alitalia, non avrebbero gradito l’attacco di Cassano ad Adr (che attraverso Atlantia controllano la società che gestisce gli aeroporti di Roma), per i danni causati all'operatività dei suoi voli dall'incendio del 7 maggio scorso allo scalo di Fiumicino, tanto che il manager era arrivato addirittura a ipotizzare un abbandono dell'hub. Non solo. L’ad aveva anche prospettato una formale richiesta di risarcimento danni al gestore aeroportuale. Di qui i rapporti si sarebbero fatti sempre più tesi coinvolgendo, pare, nel pressing anti Cassano, anche il presidente Montezemolo. A questo punto, anche a fronte dei dati del semestre con forti perdite, il numero uno di Etihad, Hogan, avrebbe alzato le mani lasciando che l’ad decidesse per le dimissioni. La compagnia continua, infatti, a macinare perdite, nonostante il nuovo ambizioso piano industriale varato con l'ingresso della compagnia di Abu Dhabi. Piano che prevede il break even nel 2017 ma, alla luce dell'attuale andamento dei conti, è un obiettivo che sembra ora più lontano. Seccondo quanto risulta a Il Tempo, sarebbero in arrivo prestiti bancari per 4-500 milioni ma ora l’addio di Cassano rischia di complicare lo scenario. A meno che non si proceda a stretto giro alla nomina di un successore. Il semestre, secondo i dati approvati ieri dal cda, si è chiuso con una perdita di 130 milioni in aumento di «soli» 30 milioni rispetto al trimestre precedente che il consiglio indica «in linea con le previsioni del piano industriale» e «in lieve miglioramento rispetto al budget». Il cda sottolinea che il risultato «è stato raggiunto nonostante i danni subiti da Alitalia per l’incendio del 7 maggio scorso all'Aeroporto di Fiumicino, quantificati in 80 milioni di euro e maturati a cavallo tra il secondo e il terzo trimestre, e l'impatto della sospensione della importante tratta Roma-Caracas resa necessaria a causa del congelamento valutario in vigore in Venezuela. Nel semestre, Alitalia ha trasportato 10,3 milioni di passeggeri con un tasso di riempimento degli aerei del 75%. Il cda ha quindi «confermato per intero la strategia del piano di rilancio e sottolineato la necessità di procedere senza indugio nella sua implementazione». I primi giorni della prossima settimana si riuniranno a Roma, come previsto da tempo, i vertici delle compagnie Etihad Airways Partner, per un confronto e aggiornamento sullo sviluppo delle sinergie industriali. Il totonomine per il dopo Cassano è già cominciato. Si fanno i nomi di Giuseppe Giordo, ex ad di Alenia Aermacchi che aveva puntato al vertice di Enav e di Giovanni Bertolone, ex ad di Alenia Aeronautica.
Alitalia non decolla, Cassano lascia
Sulle dimissioni dell’ad avrebbero pesato anche le tensioni con i Benetton
