Sergio Marchionne non molla su General Motors lamentando però il fatto che a Detroit, sede della casa automobilistica americana, non gli rispondono più nemmeno al telefono. Contemporaneamente però potrebbe aprirsi un’altra opportunità per il gran capo di Fca: dopo una lunga lite Suzuki è tornata single avendo rotto il fidanzamento con Volkswagen. Vale la pena di ricordare che alla base della rottura c’è proprio il flirt dei giapponesi con Fiat per la fornitura di piccoli motori diesel di cui l'azienda italiana è leader mondiale. Dirigersi verso la Suzuki potrebbe essere per Marchionne una maniera di consolarsi se Mary Barra, gran capo di Gm, continuasse a rifiutarsi di incontrarlo. Il manager italo-canadese però non molla e in una intervista su Automotive News, annuncia una nuova offensiva, perché vuole «mettere pressione su Gm per cominciare a discutere ora». Dice di non pensare a un’Opa ostile: «Ci sono vari tipi di abbraccio. Ti posso abbracciare gentilmente o in maniera più ferma», sostiene, ribadendo che le ragioni per un accordo con Gm sono «indiscutibili». Del resto - spiega - dalla fusione può nascere un’entità «da 30 miliardi di dollari l’anno di cash». Il numero uno di Fiat Chrysler ricorda di non essere ancora riuscito a incontrare l’ad di Gm, Mary Barra, nonostante si sia fatto avanti più volte: «Non voglio uscire con lei, voglio solo vederla». «Ma non prendono le mie telefonate», rivela: «Tu puoi respingere un accordo, ma non puoi rifiutarti di discutere». E di cose da dire Marchionne ne avrebbe. Dice di aver studiato l’eventuale matrimonio tra Fca e Gm «prodotto per prodotto, impianto per impianto, area per area». «Ho analizzato tutto e ho proposto di sederci e guardare insieme i numeri». Perché facendo un po’ di conti, assicura Marchionne, si scopre che i dati sono così buoni che è impossibile lasciare inesplorata un’operazione del genere. «Non stiamo parlando - spiega - di miglioramenti marginali, stiamo parlando di un cambiamento incredibile nelle performance, di un cambiamento enorme». «I potenziali profitti - prosegue - sono più grandi in maniera esponenziale rispetto agli attuali guadagni globali di Fca e Gm messi insieme». Sono grosso modo gli stessi numeri che avevano portato quindici anni a siglare il «masterplan» che doveva portare Fiat in grembo a Gm. Poi le cose erano andate diversamente e il gruppo americano nel 2005 pagò una penale di 1,55 miliardi pur di rompere la promessa di matrimonio.
Marchionne vuole sposare Gm
Suzuky divorzia da Volkswagen. Fca punta sulla fusione con il concorrente Usa. Senza risultato
