Economia

Il 42% del budget familiare se ne va in spese obbligate

Pesa la gestione della casa. Assorbe un quarto dei consumi

Gran parte del budget familiare se ne va in spese obbligate. L’economia che non decolla continua a deprimere i consumi e nonostante gli incentivi come gli 80 euro, l’orientamento delle famiglie resta quello di far fronte alle necessità primarie mettendo il resto nei depositi bancari. La Confcommercio ha rilevato che le spese obbligate, quelle di cui non si può fare a meno, assorbono quote sempre maggiori delle dispobilità totali. Si è passati dal 36,6% del 1995 al 41,9% attuale. È soprattutto la gestione e manutenzione dell’abitazione ad assorbire la percentuale maggiore del budget familiare, con una spesa pro capite passata da poco più di 1.900 euro del 1995 agli attuali 4.012 euro (+110%), e che assorbe oltre il 24% dei consumi complessivi. Nello stesso periodo è aumentata la quota destinata ai servizi il cui consumo rappresenta una libera scelta (dal 17,4% del 1995 al 21,4% del 2015) fenomeno che è frutto della tendenza alla terziarizzazione dei consumi. Queste dinamiche hanno compresso l'area delle spese destinate ai beni cosiddetti «commercializzabili», come le spese in alimentari, abbigliamento o mobili. Particolarmente penalizzate le spese relative alla tavola, incluse le bevande alcoliche e non, la cui incidenza sul portafoglio dal 1995 a oggi è scesa di quasi tre punti percentuali, toccando il 15%. Sul fronte dei prezzi, invece, gli aumenti più rilevanti hanno interessato l'abitazione anche per effetto della crescita dei prezzi di quei beni e servizi, quali l'acqua e lo smaltimento rifiuti, gestiti a livello locale (oltre il 130% tra il 1995 e il 2015). La crisi economica e il progressivo aumento della pressione fiscale hanno fortemente limitato le disponibilità delle famiglie, con un reddito disponibile reale sceso, complessivamente, tra il 2007 e il 2014 del 10,6% e del 14,1% in termini pro capite. L'attenuarsi della crisi tuttavia sembra indicare il rallentamento della crescita della quota di consumi obbligati da parte delle famiglie che anzi evidenzia una contenuta diminuzione tra il 2013 ed il 2015 a vantaggio degli acquisti di servizi commercializzabili. L’Istat inoltre ieri ha indicato un aumento della fiducia dei consumatori italiani, in particolare verso la ripresa economica del Paese.

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