Economia

Troppi problemi a Fiumicino Etihad minaccia di andarsene

Hogan critica la gestione dello scalo: impatto sugli investimenti

I problemi dello scalo di Fiumicino possono condizionare negativamente la fiducia e gli investimenti di Etihad. Dopo l’ultimatum lanciato un mese fa dall’amministratore delegato di Alitalia, Cassano, all’indomani dell’incendio che ha paralizzato l’aeroporto («se Fiumicino continuerà a fornire servizi mediocri e a puntare sulle low cost, saremo costretti a spostarci altrove»), ieri dal Meeting di Rimini il presidente e ceo di Etihad Airways, è stato più felpato ma non meno incisivo. Il numero uno di Etihad ha criticato la gestione dell’incendio del Terminal 3 e ha messo in guardia dal ripetersi di problemi che, ha detto senza perifrasi, «possono avere un impatto sulla nostra fiducia e la voglia di investire». E se la situazione dovesse diventare intollerabile, ha fatto intendere Hogan, «ci sono 169 aeroporti in Europa dove è facile operare». «Quello che dobbiamo fare - ha sottolineato - è diventare competitivi, ottenere il rispetto della nostra clientela italiana, far acquistare biglietti Alitalia». E quindi «anche l'infrastruttuta è importante». Ma Hogan ha anche ribadito di non essersi pentito dell’acquisto della quota di Alitalia, «è stato un ottimo investimento, abbiamo imboccato la strada giusta», anche se all’inizio aveva avuto qualche dubbio superato grazie alla mediazione del governo. «Avevo detto subito di no» rivela Hogan, «perché vedevo un business che per molti anni ha attraversato momenti difficili». Poi, dopo la due diligence sollecitata dal governo, il cambio di rotta. Ma ora il progetto deve decollare e non ci possono essere intralci, come i problemi che nascono nella gestione dello scalo perchè si rischia di compromettere tutto. E ora al fianco del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il numero uno di Etihad, ha elencato le tappe della strategia di rilancio della compagnia italiana. Cinque punti che saranno le linee guida per tornare ad essere competitivi sul mercato internazionale. Obiettivo numero uno è «tornare a piena redditività dal 2017». Poi «diventare guida per tutti i nostri partner e far sì che gli azionisti vedano risultati per sostenere questo progetto; ma vogliamo anche crescere organicamente facendo leva con altre compagnie aeree e garantire flusso per investimenti continui».

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