«Come si può pensare di aumentare la ricchezza prodotta senza destinare grandi risorse pubbliche agli investimenti e continuando a lanciare messaggi poco chiari per una nuova riforma previdenziale che spaventa e fa rimandare i consumi a chi vive di pensione?». Corrado Passera, leader di ItaliaUnica spiega a Il Tempo che il risultato misero del Pil del secondo trimestre (solo un +0,2%) è figlio di una impostazione di politica economica che spende tante risorse ma non non produce risultati commisurati. Boccia tutto quanto è stato fatto finora dal Governo? «L’impostazione è completamente sbagliata. Per il bonus di 80 euro e la decontribuzione dei contratti di lavoro trasformati in tempo indeterminato spendiamo una cifra enorme: dai 20 ai 40 miliardi. Ma a tante risorse, dopo 500 giorni di governo, non mi sembra che il premier possa andare fiero delle cifre che segnano la pochezza dei risultati». Lei invece dove li metterebbe tanti soldi? «Per quelli assegnati alla riforma dal lavoro il risultato potrebbe essere molto ampio se fossero usati per finanziare i contratti di apprendistato che rappresentano uno strumento basilare per agevolare l’occupazione dei più giovani. E ancora si avrebbe un esito diverso se le stesse risorse fossero messe a disposizione dei contratti di produttività aziendale. Invece siamo tornati della logica dei soldi a pioggia». Ma qualcosa a tutti almeno arriva e in tempi di crisi è meglio avere qualcuno che può spendere comunque è un bene... «Con gli incentivi del Jobs Act se aumentassero fortemente i posti di lavoro sarebbe vero, ma non è così e in molti casi si tratta solo di sostituzione di contratti. Prenda i 10 miliardi degli 80 euro: pochi risultati perché dati a pioggia. Se li avessimo concentrati sulle vere povertà e in particolare sui figli delle famiglie in difficoltà avremmo potuto veramente cambiare l’umore di molti milioni di persone». Torniamo al Pil. C'è stato un momento qualche mese fa che si era più fiduciosi sui dati. Poi le aspettative sono ridimensionate. Che è successo secondo lei? «Il governo ha giocato troppo con le pensioni. Ha di fatto annunciato nuovi interventi dopo la riforma Fornero che ha messo il sistema previdenziale in sicurezza. Siccome una parte importante delle famiglie italiane dipende almeno in parte dall’assegno dell'Inps, la possibilità di nuovi tagli e sacrifici mette paura, intimorisce . I consumi si contraggono ed ecco che il Pil che si attendeva non è poi confermato dalle cifre». Non basta a spiegare il calo. Manca qualcosa? «Certo. Le tasse. Dai rendiconti che puntualmente riceviamo dagli istituti economici e dalle istituzioni si rileva che il carico fiscale, nonostante gli annunci, continua ad aumentare. Poi ci sono molte famiglie che hanno debiti fiscali con le Entrate, magari li hanno rateizzati, ma non riescono a sopportare gli oneri relativi e anche questo è un problema da risolvere. Insomma un combinato disposto che fa sì che restano sempre meno soldi in tasca a chi li deve spendere. Ma così la macchina dell'economia non può ripartire». Bene passiamo alle sue ricette allora. Cosa propone? «Accrescere in modo corposo gli investimenti pubblici. I soldi ci sono. Non mi riferisco solo quelle europei ma anche ai fondi del cofinanziamento italiano, che invece Renzi taglia. Poi incentiverei altri strumenti tipo cospicui crediti di imposta a chi investe in ricerca e innovazione. Infine la cose che ho già messo nel mio piano: sblocco dei pagamenti dei crediti della P.a. e maggiori garanzia dello Stato per i finanziamenti alle Pmi attraverso il Fondo Centrale di Garanzia» Sulle riforme del governo Renzi che pensa? «L'Italicum è un disastro, dà troppo potere ad un uomo solo ed è disegnato sulle convenienza del Pd. Sul Senato solo ora si scopre che può rappresentare un contrappeso allo sbilanciamento che il nuovo sistema dà ai poteri del governo. La contestazione mi sembra normale» . Capitolo Marò. Siamo all’arbitrato internazionale. Si può chiudere la vicenda? «Ci siamo arrivati troppo tardi. Spero solo che ci sia un lavoro diplomatico sotterraneo per arrivare alla soluzione e per rimediare a una serie di errori inanellati fin dall’inizio».
"Giocano con la riforma previdenziale La gente si intimorisce e non spende"
Parla Corrado Passera (Italia Unica)
