Economia

La Cina svaluta ancora. E sono tre

Nuovo deprezzamento della moneta di Pechino. I mercati tengono Borse europee positive. Patuelli (Abi) rassicura: Italia non toccata

Ancora un deprezzamento dello yuan. La Banca centrale cinese ha deciso di svalutare la moneta di un ulteriore 1% rispetto al dollaro. Il tasso di cambio è adesso di 6,4010 yuan contro il dollaro. Mercoledì era di 6,3306. Si tratta della terza svalutazione del renminbi in 36 ore per un totale del 4,65%. Le borse europee rimbalzano in apertura e vanno in rally a metà seduta. Poi, in prossimità della chiusura Londra lima i guadagni e resta piatta. Piazza Affari cresce dell’1,569%, Francoforte dell’1,14% e Parigi dell'1,47%%. Dalla banca centrale cinese arrivano rassicurazioni che la valuta cinese non andrà incontro a nuovi forti deprezzamenti, perché i fondamentali dell'economia sono solidi. I mercati asiatici hanno ripreso a guadagnare anche se permane cautela tra gli operatori sulla possibilità che lo yuan possa svalutarsi ulteriormente. In una nota, l'istituto che regola la politica monetaria cinese ha definito «temporanee» le forti fluttuazioni della parita' della moneta cinese rispetto al dollaro e ha spiegato che il valore fissato giornalmente dalla banca centrale tornerà a essere ragionevole dopo un breve periodo. Secondo Zhang Xiaohui, economista della banca centrale, il Renminbi «rimarrà nel lungo termine una moneta forte» e tornerà ad apprezzarsi in futuro. La mossa di rendere lo yuan più in linea con le quotazioni di mercato è stata giudicata positivamente dal Fondo Monetario Internazionale secondo cui la manovra di Pechino va nella direzione di una liberalizzazione del tasso di cambio nei prossimi anni. Quanto agli effetti sull'Italia arrivano rassicurazioni dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli: «Non siamo sull’ottovolante, la speculazione non sta prevalendo in Italia, lo spread è sostanzialmente fermo», afferma. Intervistato Patuelli aggiunge: «Il prezzo del petrolio rimane assai basso. I Bot sono stati collocati ai minimi degli ultimi mesi. Lo scudo della Bce a difesa dell'Eurozona e a difesa dell’euro sta funzionando». Sul futuro, spiega che «per ora ci sono delle assicurazioni, per quello che valgono, delle autorità cinesi che non dovrebbero andare molto avanti. Rimane il fatto che anche la modalità di suddividere in più giorni i cambiamenti di questi valori è abbastanza sorprendente». Secondo il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio Colaninno, «la svalutazione del renminbi portata avanti in questi giorni dal governo cinese non è destinata ad avere un impatto negativo sulle operazioni del Gruppo Piaggio. Può essere, al contrario, una positiva opportunità».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.