Ancora un deprezzamento dello yuan. La Banca centrale cinese ha deciso di svalutare la moneta di un ulteriore 1% rispetto al dollaro. Il tasso di cambio è adesso di 6,4010 yuan contro il dollaro. Ieri era di 6,3306. Si tratta della terza svalutazione del renminbi in 36 ore per un totale del 4,65%. Le Borse europee rimbalzano in apertura e vanno in rally a metà seduta. Poi, in prossimità della chiusura Londra lima i guadagni e resta piatta. Piazza Affari cresce dell'1,9%, Francoforte dell'1,14% e Parigi dell'1,47%%. Madrid +1,06%. Dalla Banca Centrale cinese arrivano rassicurazioni che la valuta cinese non andrà incontro a nuovi forti deprezzamenti, perché i fondamentali dell'economia sono solidi. I mercati asiatici, in mattinata, ora locale, hanno ripreso a guadagnare, dopo la ripresa in chiusura di Wall Street di ieri, anche se permane cautela tra gli operatori sulla possibilità che lo yuan possa svalutarsi ulteriormente. In una nota, l'istituto che regola la politica monetaria cinese ha definito "temporanee" le forti fluttuazioni della parità della moneta cinese rispetto al dollaro e ha spiegato che il valore fissato giornalmente dalla Banca centrale tornerà a essere ragionevole dopo un breve periodo. Secondo Zhang Xiaohui, economista della Banca centrale, il Renminbi "rimarrà nel lungo termine una moneta forte" e tornerà ad apprezzarsi in futuro. Martedì scorso, la mossa a sorpresa della Banca centrale cinese aveva portato lo yuan a una svalutazione dell'1,86%, e ieri dell'1,6%, portando lo yuan a perdere, in due giorni, il 3,5% del proprio valore sul mercato interno e circa il 4,8% sul mercato offshore, alimentando i timori di un nuovo capitolo nelle guerre valutarie. Ieri, la Banca centrale cinese era intervenuta per evitare che lo yuan si deprezzasse eccessivamente nei confronti del biglietto verde, ma la mossa di rendere lo yuan più in linea con le quotazioni di mercato è stata giudicata positivamente dal Fondo Monetario Internazionale secondo cui la manovra di Pechino va nella direzione di una liberalizzazione del tasso di cambio nei prossimi anni. Quanto agli effetti sull'Italia arrivano rassicurazioni dal presidente dell'Abi, Antonio Patuelli: "Non siamo sull'ottovolante, la speculazione non sta prevalendo in Italia, lo spread è sostanzialmente fermo", afferma. Intervistato dal Gr 1 Rai, Patuelli aggiunge: "Il prezzo del petrolio rimane assai basso. Ieri sono stati collocati i Bot ai minimi degli ultimi mesi. Milano è partita con un +1,4%. Lo scudo della Bce a difesa dell'Eurozona e a difesa dell'euro sta funzionando". Sul futuro, spiega che "per ora ci sono delle assicurazioni, per quello che valgono, delle autorita' cinesi che non dovrebbero andare molto avanti. Rimane il fatto che anche la modalita' di suddividere in più giorni i cambiamenti di questi valori è abbastanza sorprendente". Secondo il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio Colaninno, "la svalutazione del renminbi portata avanti in questi giorni dal governo cinese non è destinata ad avere un impatto negativo sulle operazioni del Gruppo Piaggio. Puo' essere, al contrario, una positiva opportunita'".
Cina svaluta ancora lo yuan e le Borse rimbalzano
Terzo deprezzamento della moneta cinese in tre giorni. I listini europei chiudono in rialzo: Milano è la migliore
