Sono stati gli accantonamenti per 399 milioni di euro a comprimere l’utile dei primi sei mesi di Telecom Italia e a portarlo a 29 milioni di euro. In assenza di tali impatti secondo la nota sui l’utile sarebbe risultato di oltre 650 milioni di euro. L’ad Marco Patuano ha però indorato la pillola dei conto spiegando che «è marcato il miglioramento delle performance del mercato domestico» e sottolineando che i ricavi ottenuti dall’ex monopolista in patria sono stati pari a 7.375 milioni di euro (-2,5%) ma sono cresciuti di 113 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2015, con performance positive sia nel mobile sia nel fisso. In calo anche i ricavi che nei primi sei mesi sono stati di 10,1 miliardi di euro (-3,3% in termini organici). A falcidiare gli utili gli effetti di oneri e proventi non ricorrenti per 399 milioni di euro, partite legate soprattutto a contenziosi e sanzioni regolatorie oltre a quelli connessi al buy back di obbligazioni nonché delle dinamiche di valutazione del mandatory convertible bond che impattano sull’Ebitda pari a 3,6 miliardi (-15,8%), sull’Ebit pari a 1,78 miliardi (-19,9%) e portano i profitti semestrali a soli 29 milioni di euro. Sul punto la società ha precisato che «alcune partite hanno natura meramente valutativa e contabile che non generano alcuna regolazione finanziaria, connesse in particolare alla valutazione al fair value dell'opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso a fine 2013, con durata triennale». La conference call di presentazione dei conti è stata anch e l’occasione per ribadire l’impegno sugli investimenti per la banda larga in Italia che non cambia e soprattutto non diminuisce dopo che il Governo ha sbloccato i primi 2,2 miliardi e annunciato in tutto 7 miliardi di fondi pubblici. «Siamo presenti. E siamo a favore - ha spiegato Patuano in conference call con gli analisti - del contributo del Governo che combina pubblico e privato. Questo non ridurrà i nostri impegni e investiremo l'ammontare di cui abbiamo già parlato», ossia 14,5 miliardi in tre anni. Spazio anche ai rapporti con i competitor. «Quello che vogliamo fare è creare le condizioni per avere un ambiente futuro più favorevole, dove ci siano meno contenziosi legali con gli altri operatori» è stato l'auspicio di Patuano che punta a raggiungere circa 550mila clienti a fine anno per Timvision, la sua piattaforma web di contenuti tv. E questo anche alla luce dei recenti accordi con Netflix e Mediaset Premium.
Utili in calo per Telecom Italia Il mercato domestico migliora
Gli accantonamenti per le liti abbattono i profitti a 29 milioni
