Economia

Concorsi flop, 4mila vincitori attendono di essere assunti

La Bce gela Renzi: Italia ultima nell'Eurozona per pil procapite. Nel pubblico impiego sono 150mila gli idonei in lista

Senza contratti e senza posti. È questa la situazione della pubblica amministrazione. Mentre la questione del rinnovo dei contratti è ancora al palo e i sindacati attendono la convocazione del ministro Madia, da un report della Funzione pubblica emerge che sono più di 4mila i vincitori di concorsi pubblici ancora non assunti e circa 150 mila gli idonei in lista. È un bacino a cui si può ricorrere, ma senza obbligo: nel report si parla infatti di assunzioni «eventuali». il totale dei posti banditi per le graduatorie ancora in piedi oggi è pari a 37.551 per un complesso di vincitori già presi di 32.782 (ne rimangono fuori precisamente 4.140). I dati sono confrontabile con i precedenti monitoraggi, quello relativo al 2014 e quello che si ferma al 30 aprile 2015 (uscito insieme ai dati aggiornati di ieri). Il dossier sul 2014 contava 3 mila vincitori da assumere. Occorre ricordare che la legge di Stabilità 2015, pur bloccando le assunzioni, per favorire il riassorbimento degli esuberi delle Province, salva le chiamate per i vincitori ancora in attesa. Questo è uno dei numerosi nodi da sciogliere. E sui problemi che non hanno trovato ancora una soluzione insiste la Bce. Dopo lo scenario dell’Fmi secondo cui l’Italia non tornerà ai livelli pre crisi prima di vent’anni, ieri l’istituto di Francoforte ha acceso i riflettori sulla situazione attuale: ha detto che mentre la gran parte dei Paesi dell’eurozona cominciano a risentire degli effetti dell’azione della Bce e delle riforme per il consolidamento dei conti e si stanno avviando verso la ripresa, l’Italia arranca. La Bce colloca l’Italia all’ultimo posto per pil procapite e in fondo alla graduatoria della Ue a 28 per livello di produttività. «L'Italia, inizialmente un paese a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati», avverte la Bce. L’anello debole continua ad essere il Mezzogiorno che, secondo lo Svimez, «rischia il sottosviluppo permanente». Il rapporto dell’istituto dice che dal 2000 il Sud è cresciuto la metà della Grecia. La situazione occupazionale è disastrosa. Uno su tre è povero, al Nord sono uno su dieci. L'anno scorso i consumi sono stati i due terzi di quelli del Centro-Nord. E non si fanno più figli.

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