Economia

I camici bianchi temono le cause

l'80 per cento ha paura di denunce pretestuose dai pazienti

Il piano della sanità che prevede tagli per 3,2 miliardi contiene anche un giro di vite alla cosidetta «medicina difensiva» che costa circa 13 miliardi l’anno. L’obiettivo del governo è mettere un freno al fenomeno delle visite e delle analisi ingiustificate. Il rischio però è che i medici, pur di non incorrere nelle sanzioni, facciano un giro di vite superiore al dovuto. I camici bianchi si troveranno stretti tra il pericolo di incappare in una controversia giuridica con il paziente su mancate prescrizioni e la tagliola prevista dal piano della sanità. Chi non rispetta i tetti previsti sulle analisi potrebbe anche essere sanzionato con la riduzione dello stipendio. L’Osservatorio internazionale della sanità, in collaborazione con con l'OMCeO di Roma, ha realizzato un sondaggio tra i medici dal quale emerge che il 78,9% dei medici italiani ha paura di incorrere in una controversia pretestuosa. Di conseguenza, per il 72,2% degli intervistati rappresenta una necessità tutelarsi con una polizza comprensiva della tutela legale completa. Alessandro Solipaca, direttore scientifico di O.I.S. spiega che «la categoria dei medici si dimostra molto attenta ai rischi legati all'attività professionale. Infatti, ben l'86,8% degli intervistati aveva stipulato un'assicurazione già prima dell'entrata in vigore dell'obbligo normativo previsto per i medici del settore privato. Questo dato conferma l'elevata percezione del rischio da parte dei medici e trova riscontro nelle effettive controversie che questi sono costretti a fronteggiare nello svolgimento della professione». Dal sondaggio emerge che «il 15,3% dei camici bianchi intervistati ha avuto, almeno una volta nella carriera, una controversia con un proprio paziente: è una percentuale elevata, se valutata dal punto di vista del professionista, ma non giustifica, da sola, i premi richiesti da alcune compagnie assicurative». Ad ogni modo, è evidente come i medici siano spinti a stipulare un contratto assicurativo comprensivo della copertura della tutela legale (che come detto sono il 72,2%) al fine di evitare di incorrere in una richiesta di risarcimento da parte di un paziente anche per motivi non legati alla propria responsabilità. È questo, infatti, il timore maggiore di quattro medici su cinque. L’80% è preoccupato di ricevere denunce dai propri pazienti per ottenere vantaggi economici. La maggior parte dei camici bianchi preferisce non avere una franchigia per il risarcimento dei danni e ritiene che la polizza assicurativa dovrebbe essere anche retroattiva alla data della stipula fino a due anni.

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