Non solo Grecia, la paura viene anche dalla Cina ch e torna a scuote le borse mondiali. Dopo tre settimane di tregua, garantita dall'intervento in forze delle autorità di Pechino per frenare la fuga degli investitori, Shangai è crollata di nuovo lasciando sul terreno l'8,5%. È il maggior calo da otto anni e l'effetto domino non si è fatto attendere. Hong Kong cede il 3,1% mentre in Europa Milano è la peggiore (-2,97%), seguita a stretto giro da Parigi (-2,57%) e Francoforte (-2,56%). Il listino milanese soffre con i titoli del lusso, Ferragamo e Moncler in testa, che realizzano in Cina una bella fetta di fatturato, e con Fca (-6,94%), alle prese coi costi dei richiami di auto negli Usa. Oltreoceano Wall Street, d'altra parte, viaggia con il segno meno (-0,84% a seduta ancora in corso) mentre si avvicina una stretta sui tassi di interesse. La scommessa è su una decisione della Fed in questo senso al meeting di settembre ma i mercati si aspettano segnali dalla presidente della banca centrale americana già domani al termine della due giorni di riunioni che si apre oggi. Se Janet Yellen confermerà le indicazioni già date, i tassi verrebbero ritoccati all'insù per la prima volta in nove anni. Riguardo alla Cina, i timori degli investitori dopo lo scoppio della bolla speculativa sui mercati finanziari, vista nelle settimane passate, vanno di pari passo con quelli legati al rallentamento dell'economia. A mettere paura è stato il dato sui profitti delle imprese industriali (-0,3% rispetto allo stesso mese del 2014). Intanto resta chiusa la Borsa di Atene dopo la decisione di sospensione del 29 giugno scorso. Ieri i rappresentanti di Fmi, Ue e Bce sono tornati per discutere con il governo greco la nuova tranche di prestiti. Il 20 agosto dovranno essere restituiti alla Bce 3,2 miliardi.
La Cina spaventa i mercati, crolla Milano
Shangai precipita e trascina giù tutta l'Europa
