Economia

In Grecia ora è caos prezzi Boom evasione con il caro Iva

Ricevute e scontrini sempre più rari. Mancano i controllori

File ordinate agli sportelli delle banche ma caos prezzi nella prima giornata di ritorno alla normalità in Grecia dopo l’accordo sul piano di salvataggio. Ad Atene è arrivato il prestito ponte da 7,16 miliardi che consente la restituzione dei 6,25 miliardi a Bce e Fondo monetario internazionale. Alle 8 del mattino le banche hanno tirato su la saracinesca ma lunghe file si erano già formate da ore. Per evitare eventuali fughe di capitali, controlli e limitazioni restano, sebbene il limite di 60 euro di ritiro dai bancomat sia stato ampliato a 420 euro a settimana. È il caos invece per l’aggiornamento dei prezzi a seguito dell’aumento dell’Iva. In molti supermercati il personale è entrato con oltre due ore di anticipo per cambiare le etichette sugli scaffali. Per i greci è stato un brutto risveglio. L’Iva sul cibo è salita di dieci punti dal 13 al 23%. Un pacco da mezzo chilo, di pasta di una sottomarca, ha superato la soglia dell'euro (1,03). Per i biscotti l'imposta è schizzata al 23%: 1,13 euro per un pacchetto di quelli secchi, sapore cacao. Imposta oltre dieci volte per i trasporti. Anche il souvlaki, il tradizionale spiedino di carne che è uno dei piatti tipici e di largo consumo, passa da 1,70 a 2,20 euro. Sulla carne la tassa è rimasta uguale, ma è sul pane e sulle verdure che vengono messe come contorno che è arrivata al 23%. La batosta arriva per i taxi con l’Iva che passa dal 13% al 23%. La tariffa standard sale da 0,68 a 0,74 al chilometro. Gran parte dei tassametri non sono ancora stati adeguati e gli autisti si comportano, un po’ come capita. Alcuni chiedono l’aumento a voce ma in molti per non dare l’impressione di voler fare i furbi soprattutto con i turisti, continuano ad emettere le vecchie ricevute. L’impressione è che se aumentano i prezzi, dilaga anche la corruzione e l’evasione fiscale. L’amministrazione è nel caos e le maglie dei controli si sono allentate. Il nero è una pratica diffusa e con l’aumento dell’Iva c’è da scommettere che il numero delle fatture scenderà.

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