La Grecia è in fiamme. Dopo settimane di stallo nei negoziati, il referendum e la trattativa estenuante di Bruxelles condotta dal leader di Syriza, Alxis Tsipras, la rabbia popolare è esplosa. Un gruppo di manifestanti, che stava marciando ad Atene contro l’austerità, ha lanciato bombe molotov contro la polizia. Gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni. Gli scontri sono avvenuti nei pressi del Parlamento mentre era in corso il voto sulle riforme imposte dall’Eurogruppo. È stata una giornata durissima quella di ieri per l’intero Paese con Tsipras a un passo dalle dimissioni per convincere la maggioranza che lo supporta in Parlamento a votare a favore delle riforme. «Sono primo ministro perché ho un gruppo parlamentare che mi supporta. Se non ho questo supporto sarà difficile per me essere primo ministro domani». Così il premier greco, Alexis Tsipras, si è infatti rivolto ai deputati del suo partito, riuniti prima del voto cruciale sul piano di riforme imposto dall'Eurogruppo. «Chiunque abbia una soluzione alternativa dovrebbe venire qui e dirmelo». Tsipras, arrivato all’incontro con i parlamentari di Syriza, è stato accolto da un lungo applauso. Ad abbracciarlo per prima sarebbe stata la presidente del Parlamento e rappresentante dell’ala radicale del partito, Zoe Konstantopoulou, che nella mattinata di ieri aveva invitato i colleghi a bocciare l’accordo. La presidente ha rivolto un appello ai colleghi deputati a votare «no» al piano di austerità, parlando di un «ricatto dei creditori» nei confronti della Grecia. Si è aperta così la seduta più dolorosa per il Parlamento greco, riunito per dare il via libera alle riforme imposte dall’accordo siglato a Bruxelles con l'Eurogruppo, condizione necessaria per ricevere nuovi aiuti. Il premier ha cercato così altri voti utili dopo la spaccatura nel suo partito suggellata dalla dichiarazione di Constantopoulou, tra i maggiori esponenti dell'area radicale di Syriza. «Questo Parlamento non deve accettare il ricatto dei creditori nella piena consapevolezza di quanto sia cruciale il momento, penso sia dovere del Parlamento non consentire che si realizzi questo ricatto», ha avvertito, ricordando che i creditori devono rispettare le procedure parlamentari e non possono imporre scadenze per l’approvazione di leggi. I deputati sono stati chiamati ad approvare riforme del lavoro, delle pensioni, l’aumento dell’Iva e l’introduzione di altre imposte. In pratica nuove misure di austerità simili a quelle respinte nel referendum del 5 luglio. Dopo l’addio di Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze, il governo Tsipras ha continuato a perdere pezzi: ha lasciato il vice-ministro delle Finanze, Nadia Valavani, e hanno annunciato di votare contro il piano diversi rappresentanti di Syriza e del governo, guidati dal ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis. Oltre la metà della direzione del partito Syriza sarebbe intenzionata a votare contro le misure concordate con le istituzioni in cambio del salvataggio della Grecia, ha riportato il quotidiano ellenico Kathimerini spiegando che su 201 membri del comitato centrale del partito, 109 sarebbero contro l’intesa. Intanto, poco più di 5mila persone hanno manifestato ieri mattina nel centro di Atene per contestare il piano di riforme concordato con l’Eurogruppo. La Grecia si è così fermata con il primo sciopero nazionale dei dipendenti statali dell'era Tsipras e con lo sciopero parziale della metropolitana di Atene. Annunciata anche una serrata delle farmacie contrarie alle ventilate liberalizzazioni. Intanto in Italiai senatori Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella hanno annunciato la decisione di dare vita a una nuova componente nel Gruppo Misto del Senato, che prenderà il nome di L'Altra Europa con Tsipras.
Grecia, fiamme e riforma
Esplode la protesta nella notte. Molotov e scontri a piazza Syntagma
