Economia

In Italia oltre 4 milioni di indigenti

Per l'Istat il 6,8% della popolazione non sbarca il lunario. Sud più povero del Nord

La situazione è stabile, nessun aumento, ed è sicuramente un buona notizia. Peccato che 4 milioni di italiani continuino a vivere in povertà. E così fa un po' sorridere sentire Matteo Renzi salutare come "una buona notizia" i dati Istat che segnalano un arresto della crescita della povertà assoluta in Italia. Certo, il premier, che parla dal Kenya, avverte: "C'è ancora molto da fare. Non sarò mai soddisfatto dei dati economici finché non torneremo ad avere veramente dei grandi dati di crescita". "Ho sempre contestato quelli che stappavano bottiglie quando vedevano lo 0,1% di miglioramento - ricorda -, i dati ci sono, sono positivi da molto tempo ma è ancora troppo poco rispetto a quello che vogliamo fare".  Quattro milioni di italiani sono poveri Secondo l'Istat nel 2014, 1 milione 470 mila famiglie (il 5,7% delle famiglie residenti) risultano in condizione di povertà assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 102 mila individui (6,8% dell'intera popolazione). Tra le persone coinvolte, 1 milione 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (l'incidenza è del 9%), 2 milioni 44 mila sono donne (6,6%), 1 milione 45 mila sono minori (10%), 857 mila hanno un'età compresa tra 18 e 34 anni (8,1%) e 590 mila sono anziani (4,5%).     La povertà è stabile Segnali di miglioramento si osservano tra le famiglie di età tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%), tra le coppie con due figli (dall'8,6% al 5,9%, che si lega a quello delle famiglie di 4 componenti, dall'8,6% al 6,7%) e tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%) che, rispetto al 2013, più spesso vivono in famiglie con al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro. Dopo due anni di aumento, l'incidenza della povertà assoluta in Italia si mantiene sostanzialmente stabile e si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all'8,6% nel Mezzogiorno. Come quella assoluta, stabile l'indice di povertà relativa che coinvolge, nel 2014, il 10,3% delle famiglie e il 12,9% delle persone residenti, per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone. Anche per la povertà relativa si conferma la stabilità al Nord, al Centro e al Sud e il miglioramento della condizione delle famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (l'incidenza della povertà relativa passa dal 32,3% al 23,9%, con un -8,4%) o residenti nei piccoli comuni del Mezzogiorno (dal 25,8% al 23,7%).

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