Più flessibilità nel sistema previdenziale, per poter andare in pensione un poco prima con il ricalcolo contributivo dell’assegno; ma anche una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, una specie di «primo passo» verso il reddito minimo garantito e – soprattutto – un contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate. Sono queste le novità principali del «piano Tito Boeri» per la riforma della previdenza, esposto ieri in forma sintetica dallo stesso Presidente dell’Inps nel consueto rapporto dell’istituto, ma che è già riuscito a far arrabbiare quasi tutti. A partire dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha definito un contributo utile la proposta ma ha subito smontato la «fuga in avanti» di Boeri. « Il Governo interverrà sulla previdenza – ha fatto sapere il presidente dell’Inps- per introdurre maggiore flessibilità nella riforma Fornero per l’accesso alla pensione. Ma lo farà con misura, per evitare che si alimentino speranze e paure ingiustificate». La pietra dello scandalo è l’introduzione della flessibilità solo a patto di un ricalcolo con sistema contributivo. «Porterebbe tagli del 15-30%”, argomenta il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan. «Boeri dice una cosa sbagliata – le fa eco il segretario della Cgil Susanna Camusso - vuol dire abbassare del 30-35% le pensioni più povere». «Il presidente dell’Inps si è proposto come ministro della povertà, piuttosto che presidente della previdenza», chiosa il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo. No a Boeri anche dalla politica, a partire dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: «La nostra bocciatura è completa sul tema della flessibilità: sarebbe inaccettabile che l’anticipo dell’uscita dal lavoro fosse tutto a carico dei lavoratori con un ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico». E mentre la Polverini bolla l’intervento del Presidente Inps come «una supponente invasione di campo», si schiera contro anche la Lega. «Non sapevamo che Boeri fosse il nuovo ministro ombra, non sapevamo fosse compito dell’Inps legiferare. Detto questo, la Lega si opporrà a questa ipotesi. Bisogna subito abolire la legge Fornero senza penalizzare i lavoratori e chi deve accedere ai benefici previdenziali», dice il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. Critico pure il vicepresidente vicario dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Luigi Marino. «Ormai le invasioni di campo del presidente dell’Inps Boeri non si contano più», rileva, «a conferma della sua velleità di sostituirsi agli attuali ministri in carica del Lavoro e dell'Economia. Vuole introdurre una vera e propria patrimoniale, una tassa che colpirebbe i ceti medi innescando una guerra tra pensionati». Tra le pieghe delle proposte di Boeri anche quello di superare le disuguaglianze che prevede il sistema attuale, e rendere il sistema «più equo» non solo all'interno di ciascuna generazione ma anche tra le generazioni diverse. Per raggiungere questo obiettivo «non basterà l'indicizzazione dell'età pensionabile alla speranza di vita». Sarà quindi necessario individuare «nuove opportunità» per versare i contributi, che poi «diventeranno un supplemento alla pensione». Anche i datori di lavoro potranno versare contributi aggiuntivi.
Ecco come l'Inps vuole cambiare le pensioni
Il piano Boeri: si esce prima ma l'assegno è ricalcolato col contributivo. "Prelievo di solidarietà" per le rendite più alte
